Zanzara tigre, il DNA racconta la storia di un’invasione ben riuscita

zanzara tigre

L’estate è quasi finita, ma se c’è una cosa che proprio non ci mancherà sono le punture della zanzara tigre. Nemica giurata delle nostre vacanze, ci ha talmente abituati alla sua presenza che quasi dimentichiamo che è approdata in Italia solo 30 anni fa. E benché la nostra penisola sia il paese più infestato in Europa, non siamo soli: a partire dal 1979, Aedes albopictus si è diffusa dal luogo d’origine, l’Asia sud orientale, in tutti i continenti. Con uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Neglected Tropical Disease, il gruppo coordinato dalle biologhe Alessandra della Torre dell’università La Sapienza di Roma e Adalgisa Caccone dell’università di Yale ha ricostruito le tappe di questa sorprendente espansione nell’area mediterranea, tra Italia, Albania e Grecia. I risultati contribuiscono a raccontare la storia di quella che le ricercatrici hanno definito “una delle invasioni più riuscite nel mondo animale”. 

Invasioni multiple

Il gruppo di ricerca ha ricostruito gli spostamenti delle zanzare e ne ha studiato le parentele, confrontando il DNA di quelle europee con quello delle popolazioni degli altri continenti. “I risultati mostrano che le zanzare tigre sono arrivate varie volte, sia in Europa che in Italia. La nostra penisola, complice la presenza di molti porti e la posizione geografica, è stata raggiunta prima degli altri paesi europei, e l’insetto ha trovato condizioni climatiche ideali e occupato una nicchia ecologica dove non c’erano specie autoctone”, racconta della Torre. Non una invasione, quindi, ma piuttosto invasioni multiple e indipendenti, che continuano a propagarsi sia dal sito d’origine che da quelli già colonizzati. Un’espansione inarrestabile, alla quale, purtroppo, abbiamo contribuito anche noi. Era già noto, ma i dati genetici lo confermano, che le attività umane abbiano favorito il trasporto passivo delle uova di zanzara tigre attraverso il commercio di copertoni usati o piante ornamentali che viaggiano in substrato umido.

Zanzara tigre: campione di adattabilità

Certo, il merito non è solo nostro. Se la zanzara tigre è riuscita in così poco tempo a conquistare il mondo è soprattutto grazie alla sua straordinaria versatilità, che le ha consentito di adattarsi rapidamente ad ambienti molto diversi da quelli tropicali di origine. Tra le caratteristiche che più le hanno aiutate, c’è quella di svolgere il ciclo larvale in piccole raccolte d’acqua, che gli ha consentito di sfruttare i contenitori nelle aree urbane, come sottovasi, taniche e tombini – spiega della Torre – ma anche la capacità di produrre uova ibernanti, in grado resistere agli inverni dei paesi temperati e schiudersi in primavera”.

Insomma, Aedes albopictus è un vero campione di adattabilità. Tanto che ormai gli esemplari che popolano la nostra penisola, secondo la ricercatrice, possono definirsi “permanenti”: dopo tanti anni occupano una nicchia ecologica precisa e sono perfettamente inserite nostro territorio, soprattutto nelle aree urbane. E anche se per la maggior parte di noi la loro presenza da 30 anni a questa parte ha significato solo punture, prurito e qualche notte insonne, le zanzare tigre costituiscono una minaccia per la salute pubblica. Sono infatti i vettori degli arbovirus, come Zika, Dengue, Chikungunya. Benché non siano endemici nel nostro territorio, ogni anno anche in Europa  si verificano dei casi, di solito importati dall’estero. In Italia, solo nei mesi di luglio e agosto, sono stati segnalati 5 casi di Dengue. Per non parlare delle epidemie di Chikungunya che hanno interessato la nostra penisola nel 2007 con circa 250 casi in Emilia Romagna e nel 2017 con oltre 500 casi tra Lazio e Calabria.

Controllare gli accessi

Proprio per questo vanno tenute d’occhio  “La nostra ricerca dimostra che continuiamo a importare nuove popolazioni e questo contribuisce ad aumentare la variabilità genetica della nostra, che diventa sempre più adattabile e flessibile – avverte della Torre – con la possibilità che sviluppi nuove caratteristiche, come la resistenza agli insetticidi, indispensabili per controllare le epidemie”. Diventa importante, quindi, controllare i punti d’accesso, che sono soprattutto i porti, per quanto riguarda le uova, e gli aeroporti nel caso degli adulti. “Il controllo è fondamentale, non solo perché in caso contrario rischiamo la continua immissione di nuove zanzare tigre, ma anche perché per mezzo delle stesse vie stiamo importando anche nuove specie di zanzare di origine asiatica come Aedes koericus o japonicus, assenti nel nostro territorio”, conclude della Torre.

Riferimenti: Plos One

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