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Le farfalle ingannano i predatori con illusioni ottiche

Colori brillanti e motivi unici rendono le farfalle spettacolari e apparentemente molto più esposte al rischio di essere mangiate. Ma quando le loro ali cominciano a battere, i predatori possono essere ingannati da vere e proprie illusioni ottiche che molto spesso fanno fallire il loro attacco. A raccontarlo è stato un team di ricercatori delle università di Exeter e dell’Essex, che ha dimostrato per la prima volta come il particolare movimento durante il volo e i disegni delle ali di una farfalla lavorino insieme per creare segnali visivi che possono alterare la percezione della direzione e della velocità dell’insetto. Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Non è solo sfortuna

Sebbene possa sembrare poco conveniente per le farfalle avere disegni e colori molto appariscenti, che le renderebbero perciò più riconoscibili, relativamente pochi predatori si specializzano nel catturarle in volo. Ciò non sarebbe riconducibile solo a una questione di sfortuna del predatore nel mancare il bersaglio o al fatto che una farfalla sia stata abbastanza veloce da sfuggire al suo attacco. “Le strisce e le macchie presenti sulle ali di molte farfalle interferiscono con il modo in cui i sistemi visivi cercano di intuire la direzione e la velocità degli oggetti in movimento, amplificando falsi indizi di movimento e nascondendo la vera direzione della farfalla”, ha spiegato George Hancock, tra gli autori del nuovo studio.

Le illusioni ottiche

Il meccanismo alla base funziona in modo molto simile al “barber-pole illusion”, l’illusione del palo a strisce rosse e bianche che si trova fuori dai barbieri, dove le strisce sembrano muoversi verso l’alto, anche se il palo ruota solo su se stesso. Nel caso delle farfalle, spiegano gli autori, le loro ali si deformano durante il volo: possono allontanarsi e avvicinarsi, facendo sì che le strisce cambino angolazione e puntino in direzioni diverse. “Insieme alle loro traiettorie di volo imprevedibili, questa livrea crea illusioni di movimento ingannevoli, proprio come il palo del barbiere, inducendo il predatore a mancare completamente il bersaglio o a colpire una parte meno vulnerabile, come l’ala posteriore o la coda”, ha precisato il co-autore Jolyon Troscianko. L’effetto, inoltre, è particolarmente importante durante l’ultima fase dell’attacco, quando il predatore si lancia verso la preda e, a un certo punto, la sua traiettoria non può più essere modificata in tempo. “Le illusioni interferiscono con il sistema di puntamento visivo del predatore e interrompono l’attacco finale nei pochi millisecondi in cui si è ormai impegnato ad afferrare la preda, senza dargli il tempo di cambiare direzione”, ha aggiunto Hancock.

L’evoluzione delle ali di farfalla

Per verificarlo, gli autori hanno per prima cosa usato una videocamera ad alta velocità, capace di registrare oltre 1.000 fotogrammi al secondo, per filmare farfalle reali durante le prime fasi del volo e analizzare nel dettaglio come i loro disegni si muovono durante i battiti. Hanno quindi esaminato circa 400 farfalle europee, scoprendo che i disegni in grado di produrre segnali di movimento ingannevoli sono molto diffusi. Poi, per dimostrare che queste illusioni ottiche potessero influenzare un attacco, i ricercatori si sono rivolti a 100 volontari che hanno agito come “predatori”, cercando di catturare farfalle virtuali su un dispositivo touchscreen. Infine, hanno utilizzato una simulazione evolutiva al computer per “far evolvere” oltre 50 mila disegni di ali, selezionando quelli che creavano la maggiore confusione di movimento. E il risultato è stato sorprendente: dopo diverse generazioni virtuali, i disegni selezionati dal modello erano simili a quelli che si trovano in natura, suggerendo che la capacità di generare illusioni ottiche possa aver contribuito a guidare l’evoluzione delle ali delle farfalle. “Potrebbe sembrare strano che una farfalla si sia evoluta per essere così visibile, soprattutto considerando che pochissime specie europee sono tossiche o sgradevoli al gusto”, ha commentato Hancock. “Ma il nostro studio rivela l’ampia varietà di motivi diversi che le farfalle possono utilizzare per creare illusioni che confondono i predatori”.

Foto di Vivek Doshi su Unsplash

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