Una ricerca condotta all’Istituto San Raffaele di Milano ha permesso di individuare il meccanismo che porta le cellule staminali adulte a trovare il tessuto danneggiato e ripararlo. Lo studio, firmato da Roberta Palumbo e collaboratori, verrà pubblicato sul numero di febbraio della rivista “The Journal of Cell Biology”. A guidare le staminali sembra essere una sorta di “ultimo messaggio” lanciato dalle cellule morenti: la proteina HMGB1. Questa proteina funzionerebbe da faro per le cellule riparatrici che, guidate da essa, raggiungono efficacemente l’obbiettivo. Le cellule staminali hanno il compito di ricostruire i tessuti, sostituendo le cellule morte. Da tempo si cerca di utilizzare cellule staminali adulte, precedentemente prelevate dal paziente, coltivate in provetta e reintrodotte nel suo organismo, per riparare tessuti danneggiati da traumi o da malattie. Ma spesso queste cellule si disperdono o non raggiungono il tessuto che dovrebbero curare. La proteina HMGB1 è il primo, anche se probabilmente non l’unico, meccanismo naturale di richiamo finora scoperto, e potrebbe rendere più efficiente le terapie basate sulle staminali. Per arrivare a una sperimentazione terapeutica saranno tuttavia necessari ancora da 3 a 10 anni. (m.zi.)





