Mangiare soia potrebbe aiutare a prevenire il tumore alla prostata e ad arginare la calvizie. Almeno stando a uno studio condotto da alcuni ricercatori statunitensi del Colorado State’s College of Veterinary Medicine e pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction. Secondo la ricerca, infatti, digerendo la soia, si produce una molecola, l’equol, in grado di inibire l’azione del Dht, un ormone maschile coinvolto nella crescita patologica della prostata. Un esperimento condotto su topi privati dei testicoli, e quindi non in grado di produrre ormoni sessuali, ha dimostrato che, somministrando loro il Dht si induceva un aumento nelle dimensioni delle prostata, cosa che non avveniva più se nei topi si iniettava anche l’equol. Sempre il Dht sembra essere tra gli indiziati colpevoli della perdita di capelli. A differenza di altre medicine collaudate contro questo ormone, l’equol riesce a bloccarne l’azione, senza mostrare, al momento, effetti collaterali. Il risultato della ricerca americana è in accordo con i dati statistici: negli uomini giapponesi, la cui dieta contempla la soia molto più che in altri paesi, l’incidenza del carcinoma prostatico è più bassa che altrove. In Italia è la seconda causa di morte maschile per tumore. Non è certo possibile stabilire una corrispondenza biunivoca di causa-effetto tra l’alimentazione e l’insorgenza o meno della malattia, ma i fattori ambientali in molti casi, come questo, sembrano proprio giocare un ruolo importante.(da.c.)





