HomeSaluteLa bufala delle staminali “etiche”

La bufala delle staminali “etiche”

Era stata subito soprannominata la tecnica salva-embrione, quella che avrebbe permesso di prelevare cellule staminali “etiche”, cioè senza distruggere l’organismo. Ma la notizia anticipata la settimana scorsa dalla rivista Nature e ripresa dai giornali di tutto il mondo era “gonfiata”, uno scoop in piena regola che si è rivelato falso nel giro di poco.

Come appare chiaro ad un’attenta lettura dell’articolo originale, i ricercatori dell’Advanced Cell Technologies (Act) guidati da Robert Lanza spiegano di essere riusciti a estrarre da 16 embrioni una singola cellula e da questa a derivare linee staminali, ma non fanno riferimento esplicito alla sopravvivenza degli embrioni. In realtà nessuno di questi è rimasto intatto.

Ma basta una piccola omissione ad alimentare una serie di fraintendimenti a catena. Il comunicato stampa di Nature da cui parte il tam tam mediatico sottolinea la portata rivoluzionaria della tecnica in grado di far superare gli ostacoli etici alla ricerca. Se non c’è danno all’embrione, almeno negli Stati Uniti le restrizioni federali perderebbero la loro ragion d’essere.

Alla pubblicazione della ricerca scattano le obiezioni, tra cui quella inviata per email dal leader degli attivisti americani Pro Life, Richard Doerflinger. Alle critiche ha risposto lo stesso Lanza, negando qualunque volontà di mistificazione dei risultati e ammettendo apertamente che gli embrioni non erano sopravvissuti. (da.c.)

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