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La spedizione Tara torna a casa

E’ ormeggiata dal 31 marzo scorso nel porto francese di Lorient, in Bretagna, lo stesso da cui era partita, la barca a vela di trenta metri che per due anni e mezzo ha ospitato a bordo la prima e più avventurosa fase della spedizione scientifica TARA OCEANS.

Dopo aver percorso 600.000 miglia e essersi assicurati migliaia di campioni di virus, batteri e minuscoli esseri viventi uni o pluricellulari che popolano gli oceani del pianeta, i ricercatori arruolati nel gigantesco progetto di studio sui microrganismi marini lavoreranno d’ora in poi sulla terraferma.

Perché di tutto il plancton raccolto nelle 155 stazioni in ogni angolo del mondo, a differenti profondità, vogliono adesso conoscere con esattezza le tantissime specie che lo compongono, il modo in cui queste interagiscono tra loro e con l’ambiente che le circonda. Da queste analisi sperano di poter conoscere qualcosa di più sui fenomeni che coinvolgono l’intero pianeta, il clima e le sue mutazioni innanzitutto. Perché in quei microorganismi che rappresentano il 98 per cento della vita ospitata negli oceani è scritto il passato e il futuro dell’ecosistema Terra. Sono loro che si preoccupano di trasformare in ossigeno la metà dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera.

“La vita e l’evoluzione hanno avuto origine negli oceani” spiega Eric Karsenti co-direttore del progetto promosso dallEuropean Molecular Biology Laboratory di Heidelberg in Germania, “e nonostante ciò noi conosciamo molto poco sulla distribuzione della biodiversità marina. Se non fosse stato per questi microorganismi noi non saremmo esistiti. Discendiamo da loro e a loro dobbiamo l’esistenza dell’atmosfera terrestre”. Ecco perché questo primo censimento del plancton potrà, tra un paio di anni, dirci come cambierà il pianeta su cui viviamo.

Al progetto, che ha coinvolto un centinaio di ricercatori di tutto il mondo tra oceanografi, biologi, ecologi, fisici, hanno partecipato anche due istituti italiani, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università di Milano Bicocca.

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