Una malattia preistorica

Bisogna risalire indietro nel tempo per ritrovare il primo antenato del Plasmodium falciparum, parassita che trasmette la malaria; la sua origine, infatti, si colloca tra i 100 e i 180 mila anni fa, periodo corrispondente all’espansione dall’Africa delle prime popolazioni umane. È quanto afferma un gruppo di ricercatori guidato da Xin-zhuan Su dell’Istituto Nazionale di Sanità americano, dopo due ricerche sul genoma del Plasmodio pubblicate su Nature. Nel primo studio è stato esaminato il Dna di 5 Plasmodi provenienti da differenti regioni geografiche, Sudest Asiatico, Africa, Sud America, America Centrale e Nuova Guinea, trovando che i geni analizzati in ciascun parassita sono molto diversi tra loro e che, quindi, il loro progenitore è antico. Nel secondo, invece, è stata studiata l’origine e la diffusione della resistenza del Plasmodio alla clorochina, il farmaco antimalarico più comune, riscontrando che il gene per la resistenza è comparso più volte nelle diverse regioni geografiche, diffondendosi rapidamente tra i Plasmodi. Questi studi non solo smentiscono l’opinione, comune tra i ricercatori, secondo cui la malaria è una malattia relativamente giovane e che i parassiti delle diverse parti del mondo sono geneticamente molto simili tra loro, ma dimostrano anche che il Plasmodio sviluppa velocemente le resistenze ai farmaci poiché gli danno un vantaggio evolutivo. Le resistenze si diffondono seguendo i viaggi dell’essere umano e sono, quindi, poco controllabili. (p.m.)

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