Non è un premio Nobel, ma certo dimostra che la sua battaglia ha fatto proseliti. Raymond Damadian, il medico statunitense che, dopo l’assegnazione dei premi Nobel per la medicina a ottobre, denunciò di essere stato ingiustamente escluso dal riconoscimento, ha ricevuto dai membri dell’associazione svedese di scienziati e inventori Idé-Forum un premio alternativo. Una delegazione è volata oltreoceano ieri, in concomitanza con la cerimonia di assegnazione dei Nobel a Stoccolma, per consegnare a Damadian una medaglia d’oro per la fisica e la tecnologia. Il premio Nobel per la medicina 2003 è stato conferito a Paul Lauterbur e a Peter Mansfield, a riconoscimento delle ricerche che negli anni Settanta del secolo scorso consentirono di produrre immagini del corpo umano mediante risonanza magnetica (Mri). Ricerche alle quali contribuì anche Damadian, che nel 1971, in un articolo apparso su Science, dimostrava che la risonanza magnetica nucleare era in grado di distinguere tra cellule normali e cellule cancerose. Nello scorso ottobre, Damadian aveva pubblicato inserzioni a pagamento sui maggiori quotidiani statunitensi, sul Daily Telegraph e sul giornale svedese Dagens Nyether per denunciare l’ingiustizia subita. Circa duemila tra lettere e e-mail sono in seguito pervenute al comitato per il Nobel a sostegno della causa del medico statunitense. Ma senza produrre l’effetto sperato: il comitato non è tornato sui suoi passi. Chi è dunque il padre della Mri? La questione divide da tempo la comunità scientifica, e per molti il premio Nobel non era finora stato assegnato a queste ricerche proprio in ragione dell’annosa disputa. (m.mo.)





