Tra i tantissimi batteri presenti nei corsi d’acqua, non si annidano soltanto microrganismi inermi che si lasciano trasportare dalle acque, ma anche una specie particolarmente resistente, in grado di aderire alle rocce con inaspettata forza. Il Caulobacter crescentus è un batterio scoperto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Indiana e della Brown University, che fa della capacità di resistenza alle forze esterne la sua principale caratteristica. Basti pensare che per staccare uno di essi dal supporto a cui aderisce è necessario esercitare una forza pari a un micronewton, il che vuol dire, come spiegano i ricercatori sui Proceedings of the National Academy of Sciences, che il batterio prima di staccarsi è in grado di resistere a uno stress corrispondente a 70 Newton per millimetro quadrato. È una forza tre volte maggiore di quella di molte colle in commercio, che cedono a una forza compresa fra i 18 e i 28 Newton per millimetro quadrato. I meriti della sua resistenza sono dovuti a un particolare policassaride sintetizzato dal batterio, che i ricercatori sperano ora di riuscire a produrre in quantitativi maggiori. L’esperimento potrebbe essere possibile sfruttando batteri geneticamente ingegnerizzati, ottenendo qualcosa di simile a una “supercolla” le cui applicazioni potrebbero rivoluzionare il mondo industriale, ma aprire anche nuove prospettive dal punto di vista medico-chirurgico. Sarebbe infatti un ottimo strumento di sutura, efficace e biodegradabile. (a.c.)





