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Genetica, fra mito e realtà

di
Luca Passacielo

Philip R. ReillyThe Strongest Boy in the World: How Genetic Information Is Reshaping Our LivesCold Spring Harbor Laboratory Press, 2006pp.278 euro 29,43La scienza ormai da molti anni produce atteggiamenti ambivalenti, che vanno dall’estremo positivismo al catastrofismo assoluto. I picchi si raggiungono probabilmente quando l’individuo umano è direttamente coinvolto da ricerche che ne toccano i componenti più intimi. Sta accadendo, e accadrà sempre di più, con la genetica e la genomica. Stiamo infatti acquisendo una quantità di conoscenze sul nostro Dna e il suo funzionamento, tale che siamo a un passo da modificare la nostra informazione genetica di base. La reazione di fronte a questa possibilità riflette l’usuale divisione, anche se si assiste con maggiore frequenza a rifiuti più o meno spaventati, supportati da argomentazioni le più diverse: la sacralità della vita, la difesa della vera natura umana, lo spettro dell’eugenetica. Tuttavia, i progressi che si stanno facendo in ambito medico sono probabilmente destinati a superare le obiezioni degli scettici.Lo scopo di questo volume è di esplorare le conseguenze dell’incontro/scontro tra la genetica (in particolare applicata alla medicina) e la società. Il testo è diviso in quattro sezioni e composto da venti saggi, ognuno dei quali è un racconto concluso in sé: una frammentarietà che tuttavia non nuoce alla lettura, resa piacevole da una scrittura chiara e una felice scelta di esempi. La prima sezione, intitolata “Umanità”, ha a che fare con alcune malattie genetiche e con i tentativi di terapia genica. Dal primo capitolo di questa sezione prende il titolo l’intero libro: esiste infatti una particolare condizione genetica che produce individui con una massa muscolare nettamente superiore alla media. Nel 2003 diversi gruppi di ricerca hanno scoperto i geni e le proteine che governano questo fenomeno, e l’anno scorso ha avuto inizio il primo trial clinico per un farmaco che inibisce la miostatina (la proteina che blocca la crescita muscolare), utile per combattere diverse forme di distrofia muscolare nonché i danni muscolari causati da alcuni tumori e dall’Aids. Tuttavia, “il ragazzo più forte del mondo”, grazie alla sua peculiare dotazione genetica, potrebbe diventare un grande atleta. E se potremo curare la distrofia “rigonfiando” i muscoli dei pazienti, potremo fare lo stesso con gli atleti? Secondo Philip Reilly, siamo alle soglie del doping genetico. Da un importante risultato terapeutico si passa a una pratica illecita e probabilmente pericolosa. È questo il crinale su cui si muove il testo, che nelle sezioni successive – Malattie, Animali e Piante, Società – traccia una mappa aggiornata delle conoscenze e delle applicazioni genetiche, valutando di volta in volta anche i rischi cui stiamo andando incontro con il progresso della ricerca.A volte, come nel caso del doping genetico per gli sportivi, si ha quasi l’impressione di leggere un testo di fantascienza, con molti verbi declinati al condizionale, e ipotesi alquanto visionarie. Tuttavia, proprio in questo slancio verso il futuro, con un solido aggancio allo stato dell’arte della genetica, risiede il maggior merito di questo libro: parlare dei rischi senza divenire Cassandra, e indicare i possibili traguardi senza trionfalismi, dovrebbe far parte del lavoro degli scienziati e dei comunicatori delle scienza.

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