Che le radiazioni possano essere contagiose sembra un’idea da film di fantascienza. In realtà, alcuni studi condotti su colture cellulari avevano già provato che gli effetti dell’esposizione a radiazioni ionizzanti riescono a “passare” a tessuti non irradiati. Ora i biologi della McMaster University dell’Ontario (Canada), guidati Colin Seymour e Carmel Mothersill, hanno studiato questo fenomeno nelle trote arcobaleno, osservando che anche esemplari non trattati con radiazioni a contatto con pesci irradiati mostravano gli stessi effetti derivanti dall’esposizione. Nell’esperimento, una coppia di pesci è stata sottoposta a dosi non elevate di raggi X (comunque superiori a quelle dell’ambiente) ed è stata poi spostata in un’altra vasca contenente una seconda coppia di trote sane. Nella prima vasca in cui era stata effettuata l’irradiazione è stata poi introdotta una terza coppia di trote. Alla fine, cellule di cinque differenti organi di tutte e tre le coppie sono morte o hanno espresso proteine associate alle radiazioni. Secondo i ricercatori, il risultato proverebbe che l’effetto delle radiazioni si “propaga” anche in questi animali, attraverso un mediatore ancora sconosciuto. I pesci sono degli ottimi candidati per studiare questo fenomeno, dato il loro sistema di comunicazione chimica in acqua. La ricerca è apparsa questa settimana su Environmental Science & Technology, ma saranno necessarie ulteriori prove per confermare il contagio radioattivo. (t.m.)





