Seduzione come sopravvivenza. Così di potrebbe sintetizzare il comportamento del Meloe franciscanus, scarabeo che vive nel deserto americano Mojave. Un gruppo di ecologi del Center for Ecosystem Survival di San Francisco, diretti da Lesile Saul-Gershenz, ha infatti scoperto che le larve di questo insetto mettono in atto una particolare strategia per poter sopravvivere. La scoperta è valsa la pubblicazione sui Proceedings of the National Academy of Sciences: le larve dello scarabeo nascono alla base di alcune piante del deserto, la temperatura della sabbia supera i 50 °C e per cercare cibo e trovare riparo hanno bisogno di spostarsi; ma per farlo senza morire bruciate hanno bisogno che qualcuno dia loro, letteralmente, un passaggio.
Le larve hanno quindi elaborato un sistema evoluto: si uniscono fra loro e mimano una femmina di ape della quale assumono le sembianze fisiche e chimiche. Emettendo un particolare feromone – classe di ormoni prodotti dagli animali per influenzare i comportamenti di altri esemplari della stessa specie – riescono infatti a far credere a un ape maschio di essere una femmina della sua specie. Sedotto dal richiamo chimico, l’insetto cerca un contatto e così facendo permette alle larve di attaccarsi a sé trasportandole nell’alveare, dove troveranno protezione e cibo e rimarranno sino allo stadio adulto.
La ricerca ha dimostrato che non sono solo i segnali visivi a stimolare l’attrazione sessuale, ma soprattutto quelli chimici. Per dimostrarlo i ricercatori hanno preso due oggetti identici: uno è stato cosparso della sostanza chimica emessa dalle larve di scarabeo e l’altro no. Ebbene, le api si dirigevano senza indugio verso il primo, nonostante non avesse alcuna caratteristica che facesse pensare a un loro simile. E soprattutto ha svelato un inusuale aspetto cooperativo delle larve che mettono in atto quella che gli anglosassoni definiscono “aggressive mimicry”, una mimica aggressiva, in quanto presuppone un comportamento parassita, ossia a danno di un’altra specie. (j.r.m.)





