HomeVitaIl moscerino schizzinoso

Il moscerino schizzinoso

A ciascun insetto il suo fiore? Un assioma della classificazione botanica che probabilmente dovrà essere abbandonato. Una ricerca pubblicata su Science, infatti, dimostra, grazie all’analisi del Dna, che i moscerini della frutta dell’America latina (del genere Blepharoneura) sono molto più differenziati tra loro di quanto si credesse, e che uno stesso fiore può ospitare molte specie diverse senza che queste entrino in competizione. Ciò significa che il numero delle specie potrebbe essere molto più grande di quanto finora stimato.

“La classificazione tradizionale di questi insetti si basa sulla nicchia ambientale in cui la specie vive”, spiega Marty Condon che con i colleghi del dipartimento di biologia del Cornell College ha condotto lo studio: “Si pensava che la diversità biologica delle piante corrispondesse biunivocamente alla diversità biologica degli insetti. Questo studio ha rilevato invece che l’equazione non vale e che le mosche sono molto più selettive”.

La Blepharoneura, infatti, è specializzata non solo su una particolare pianta, ma su una parte di essa: alcune specie si nutrono solo del fiore, altre del gambo, altre ancora di inflorescenze maschio oppure femmina. L’analisi ha permesso di scoprire molte specie “nascoste”, che vivono, cioè, così all’interno della pianta da essere invisibili, oppure sono talmente simili ad altre da essere indistinguibili senza il sequenziamento del Dna.

La maggior parte delle specie si nutre di un solo tipo di vegetale, ma una stessa specie di pianta può ospitare sino a 13 specie di insetto. Alcuni moscerini, inoltre, sono circoscritti a un determinato ambito geografico, anche se la pianta ospite ha una diffusione molto più ampia. Ciò significa, secondo gli autori, che la nicchia ambientale ha un ruolo importante nella differenziazione, ma i fattori geografici ne hanno uno ancora più rilevante. (mi.m.)

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti