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Biografia sui generis

di
Maurizio Codogno

Gabriele Lolli
Sotto il segno di Gödel
Il Mulino 2007, pp. 174, euro 14,00

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Nel 2006 si è celebrato il centesimo anniversario della nascita di Kurt Gödel e, come naturale, in tutto il mondo sono state organizzati eventi in onore di quello che, forse, è il matematico più famoso del Novecento… almeno per chi matematico non è. A dire il vero, la maggior parte dei matematici non lo considera nemmeno un matematico ma un logico, pronunciando la parola con un po’ di sdegno. Gabriele Lolli è uno dei più importanti logici matematici italiani e ha partecipato a diversi incontri in occasione del centenario di Gödel; le sue presentazioni sono state raccolte in questo libro, interventi che toccano vari punti del pensiero dello scienziato austriaco, molto più ampio e complesso di quanto si possa immaginare.

Per la maggior parte dei non addetti ai lavori, infatti, l’unico risultato noto del logico austriaco è il teorema di incompletezza; orecchiato da tutti, capito da pochi e usato per lo più a sproposito. In realtà quel teorema rappresenta solo una parte, e nemmeno troppo grande, della sua produzione. Dire come fa Lolli che Gödel sia stato il più grande logico mai vissuto dopo Aristotele, se non addirittura pari allo Stagirita, è forse è un po’ esagerato, ma nemmeno poi troppo, visto che tra i suoi campi di studio, oltre a incompletezza, indecidibilità e teoria degli insiemi, si trova anche la filosofia vera e propria, e addirittura la cosmologia. Gödel ha infatti trovato una classe di soluzioni delle equazioni della relatività generale che ammettono anelli temporali, cosa ritenuta assolutamente impossibile dai fisici dell’epoca perché l’universo “si doveva comportare bene”.

Vista la sua natura, il libro è a volte un po’ ridondante, anche se Lolli si è curato di eliminare le ripetizioni più evidenti. Anche la complessità del testo è disuguale: la parte su incompletezza e teoria degli insiemi mette piuttosto alla prova il lettore, che però si può rifare con i capitoli che parlano del suo credo filosofico e di quello religioso, oltre che alla figura di Gödel cosmologo. Il capitolo introduttivo, “Il secolo di Gödel”, è un’ottima sintesi che permette di avere un’idea più chiara del ruolo svolto dal logico austriaco nello sviluppo della scienza del Ventesimo secolo: in fin dei conti, questo libro lo si può definire una biografia sui generis, che lascia da parte le ben note manie e idiosincrasie del matematico per limitarsi a mostrarci il suo pensiero. Non credete però al titolo del capitoletto “Gödel umorista”: già l’umorismo dei matematici è peculiare, ma qua si va oltre. D’altro canto, non è certo questo il motivo per cui vale la pena di leggere il libro!

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