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Divulgazione in cinque minuti

Ehrhard Behrends
Five-Minute Mathematics
American Mathematical Society 2008, pag. 380, $35

Tra il 2003 e il 2005 il quotidiano tedesco “Die Welt” pubblicò, ogni lunedì, una rubrica chiamata “Fünf Minuten Mathematik”, matematica in cinque minuti. Lo scopo di questa colonnina era mostrare al grande pubblico che era possibile scrivere di matematica senza costellare il testo di formule incomprensibili, e soprattutto che la matematica era presente nella vita di tutti i giorni, e quindi nascondere la testa sotto la sabbia non sarebbe servito a nulla. Le cento rubriche pubblicate sono state raccolte in un libro dallo stesso nome, che è stato poi tradotto in inglese dall’American Mathematical Society.

L’autore, Ehrhard Behrends della Freie Universität di Berlino, aveva davanti a sé una sfida non certo banale, tenuto anche conto delle limitazioni di spazio che sono state un po’ attenuate nella trasposizione in questo libro. Ma il compito è stato eseguito egregriamente, presentando svariati aspetti della matematica. Alcuni sono abbastanza naturali, come gli articoli che trattano la probabilità dei giochi d’azzardo, con particolare riguardo al lotto tedesco, oppure quelli sulle costanti matematiche più note come pi greco, l’unità immaginaria i, e la costante di Nepero e. Vengono poi trattati alcuni dei paradossi più noti della matematica, come l’albergo di Hilbert o il problema di Monty Hall, e ci sono temi più ludici come i giochi di prestigio con le carte con un sottofondo matematico. Dal punto di vista della matematica negli oggetti di tutti i giorni, a parte parlare di Enigma e della crittografia a chiave pubblica, uno degli articoli trattava della “matematica del CD”, vale a dire delle caratteristiche matematiche che stanno alla base della possibilità di digitalizzare il suono e di correggere eventuali piccoli errori di lettura. Non mancano infine alcuni capitoletti che potremo intitolare “come è bello fare matematica”, che mostrano in una prospettiva più allegra i campi di studio di chi si dedica alla matematica.

Inutile dire che nel libro non si fa “divulgazione didattica”, dando almeno una traccia di come si possono dimostrare i risultati che vengono presentati, ma una semplice “divulgazione espositiva”, mostrando questi risultati quasi come fossero reperti in un museo. Lo spazio ridotto della rubrica giornalistica e il pensiero di quale sarebbe stato il pubblico di riferimento ha probabilmente condotto a questa scelta, che per un vero amante della matematica risulta certamente limitativa; ma nonostante tutto sarei molto felice che anche in Italia qualche coraggioso editore tentasse un esperimento del genere su un quotidiano, o per lo meno provasse a tradurre e pubblicare questo libro. Smitizzare la matematica è forse l’unica possibilità per migliorare le capacità scientifiche degli studenti italiani e farli risalire nelle classifiche internazionali.

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