Aerei a basso consumo

Per tagliare i consumi degli aeroplani del 20 basta deviare l’aria sull’ala nel giusto modo per diminuire l’attrito. E una volta tanto la soluzione non si deve a un’innovazione hi-tech, ma a un nuovo sistema di sfruttare un noto principio della fisica.

Se si prova a soffiare delicatamente sull’imboccatura di una bottiglia si produce un suono dovuto alla vibrazione dell’aria in entrata e in uscita dal contenitore. Nella scienza che studia la dinamica dei fluidi questo effetto si chiama principio di risonanza di Helmholtz. Ad esso si è ispirato un gruppo di ricercatori britannici guidati da Duncan Lockerby dell’Università di Warwick, che ha costruito un prototipo di ala di aereo in grado di ri-direzionare i flussi di aria in modo da ridurre l’attrito, e quindi il consumo di carburante.

Come? Dotando l’ala di numerosi piccoli ugelli, dispositivi che, applicati alla parte terminale di un condotto, aumentano la velocità del flusso di uscita. “Vicino alla superficie dell’ala sono presenti numerose turbolenze che generano gran parte dell’attrito che contribuisce al consumo di carburante”, spiega Lockerby: “Questi piccoli dispositivi convogliano l’aria perpendicolarmente alla direzione del moto”. Il sistema a micro-jet le riduce, aumentando quindi la aerodinamicità dell’aeroplano, in teoria anche del 40 per cento.

Grazie a un finanziamento da parte dell’Engineering and Physical Sciences Research Council e della Airbus, i ricercatori prevedono che entro il 2012 le nuove ali saranno pronte per i primi collaudi. Secondo gli studiosi inoltre, in futuro la stessa tecnologia potrà essere applicata anche agli altri mezzi di trasporto come automobili, treni e navi. (s.s.)

Fonte: Engineering and Physical Sciences Research Council

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