HomeSaluteAmericani non all’altezza

Americani non all’altezza

di
Marzia Mazzonetto

Gli americani sono sempre più bassi. La notizia arriva dalle prime pagine del settimanale “New Yorker”, che in un lungo articolo racconta che mentre gli abitanti degli Stati Uniti sembrano aver smesso di crescere in altezza, la popolazione europea sta continuando a guadagnare centimetri. A far preoccupare sono i dati che emergono da uno studio condotto da John Komlos, docente all’Università di Monaco ed esperto di antropometria, secondo il quale la popolazione europea è cresciuta mediamente di quasi 20 centimetri rispetto a un secolo fa, mentre gli americani sono alti quanto i loro antenati che combattevano la guerra di Indipendenza. Lo studio di Komlos si è basato sui dati raccolti nel corso del tempo dai governi di vari Stati del mondo tra tutti gli uomini sottoposti alla visita di leva. Una quantità di dati immensa e molto attendibile, sebbene ristretta al solo genere maschile. Secondo gli studi più recenti, la media di altezza per gli uomini negli Stati Uniti è di circa 1 metro e 72, mentre in molti paesi europei sfiora 1 metro e 80. “Ci sono sicuramente motivazioni sociologiche ed economiche per questo fenomeno” ha spiegato Komlos. “E’ normale che l’altezza si modifichi nel corso della storia, soprattutto per cause ambientali e per cambiamenti nell’alimentazione. Gli abitanti della Norvegia sono più alti di quelli dei paesi in via di sviluppo grazie alle migliori condizioni di vita”. La differenza d’altezza ha origine nell’infanzia; gli altri momenti cruciali della crescita sono tra i tre e i sei anni, e poi durante l’adolescenza. L’alimentazione rimane il fattore più importante: un corretto apporto di tutti i nutrienti fondamentali garantisce che il nostro corpo possa sviluppare la propria statura al massimo delle potenzialità. Secondo molti esperti, a far abbassare l’altezza media degli statunitensi ha pesato soprattutto la grande disparità nella distribuzione della ricchezza all’interno del paese. I quasi 40 milioni di abitanti che vivono sotto la soglia di povertà, e gli oltre 35 milioni senza adeguata assistenza sanitaria, subiscono forti carenze nutrizionali, oltre a restrizioni nello stile di vita. Ma a smettere di crescere sono state anche le classi agiate, frequentatrici abituali di fast food e cibi poco sani. Infatti, un esperimento condotto poco tempo fa ha dimostrato che un gruppo di studenti costretti a una dieta a base di verdure bollite e carne lessa è cresciuto molto di più in statura di alcuni loro coetanei che nello stesso periodo hanno potuto nutrirsi di hamburger e patatine fritte.Per l’opinione pubblica americana, la differenza d’altezza tra le due popolazioni (che ha raggiunto quasi gli otto centimetri) sta diventando preoccupante. Se il divario economico all’interno degli Stati Uniti continuerà ad aumentare, e le abitudini alimentari non miglioreranno, la situazione potrebbe anche peggiorare. L’unica salvezza, secondo gli esperti, è quella di tornare a un’alimentazione sana per tutti.Questo tipo di ricerche richiede un grande impegno, come racconta Jim Cole, docente all’University College di Londra, e autore di alcuni articoli che confermano i risultati di Komlos. “Possono servire anche dieci anni per realizzare una semplice grafico o una tabella”, spiega il ricercatore, “e non solo perché la quantità di dati e parametri da analizzare è enorme, ma spesso è necessario tantissimo tempo per recuperare il materiale da fonti in giro per il mondo. E poi non bisogna dimenticare l’aspetto economico. Queste ricerche agli occhi di molti hanno scarsa utilità, e spesso è difficile raccogliere i fondi necessari”.

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti