Appuntamento con la cometa Ison

Lo spettacolo astronomico più suggestivo del 2013 deve ancora arrivare: si tratta della cometa Ison, nota anche come C/2012 S1, scoperta il 21 settembre 2012 da Vitali Nevski e Artyom Novichonok all’International Scientific Optical Network in Russia (vedi Galileo: La cometa più brillante del 2013). Ison dovrebbe (per ora il condizionale è d’obbligo) essere infatti la prima cometa osservabile facilmente a occhio nudo nell’emisfero boreale dai tempi dal passaggio della Hale-Bopp, nel 1997.

L’arrivo di Ison al perielio (ossia il punto più vicino al Sole della sua orbita) è previsto per il 28 novembre 2013, quando si troverà a 0,012 unità astronomiche dalla nostra stella, mentre il passaggio accanto al nostro pianeta è per il 26 dicembre, a una distanza di circa 0,4 unità astronomiche (circa 60 milioni di chilometri. Per confronto, la cometa di Hale-Bopp si trovava a quasi 200 milioni di chilometri). Il nostro pianeta si troverà invece a passare accanto all’orbita di Ison tra il 14 e il 16 gennaio 2014: c’è la possibilità che le microscopiche particelle di polvere lasciate dal passaggio della cometa, irradiate dalla radiazione solare, causino sciami di meteore (non si ha tuttavia la certezza, in quanto la Terra non attraverserà la coda di Ison). 

Tutto questo però vale sulla carta. Infatti tutto dipende da quello che accadrà quando la cometa raggiungerà effettivamente il perielio della sua orbita: se essa riuscirà a sopravvivere senza disintegrarsi al passaggio vicino alla nostra stella (si tratta infatti di una cometa radente, come Lovejoy, vedi Galileo: Morte di una cometa kamikaze), il calore del Sole farà sì che Ison sviluppi una coda lunga e luminosa (100 volte più luminosa di Venere, probabilmente più luminosa della Luna) che la renderà osservabile a occhio nudo dai nostri cieli, anche in pieno giorno.

La cometa per ora è visibile prima dell’alba e verso est, ma solo al telescopio: si trova infatti nella costellazione del Leone, ma il passaggio nella costellazione della Vergine è previsto per questa settimana. Dalla metà di novembre Ison dovrebbe diventare osservabile a occhio nudo, molto bassa nel cielo nei giorni che precedono il suo arrivo al perielio.

Se sopravvivrà al passaggio, infine, essa diventerà visibile sia dopo il tramonto che al mattino, verso ovest. Ovviamente il momento migliore per l’osservazione resta, in tal caso, il suo transito vicino alla Terra, il prossimo 26 dicembre. 

Riferimenti: Nasa

Credits immagine: NASA/MSFC/Aaron Kingery

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