HomeTecnologiaCosa è successo ad Autistici/Inventati, il collettivo definito “terrorista” dagli USA

Cosa è successo ad Autistici/Inventati, il collettivo definito “terrorista” dagli USA

Da una manciata di giorni, il sito autistici.org è in down. E il motivo non è un semplice guasto tecnico, bensì uno dei primi effetti dell’inserimento di questo piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani Autistici/Inventati (A/I) nella lista nera delle organizzazioni terroristiche mondiali (Specially Designated Global Terrorist) meritevoli di sanzioni stilata dal Dipartimento di Stato e dal Tesoro americano.

Cos’è e cosa fa Autistici/Inventati

Autistici/Inventati è un collettivo storico di hacktivismo di sinistra nato nel 2001 in Italia. In particolare, si tratta di un gruppo autogestito e no-profit di informatici e attivisti che offre servizi digitali gratuiti focalizzati sulla privacy e sulla sicurezza. Il progetto, infatti, mette a disposizione servizi come caselle email crittografate, mailing list, spazi web, strumenti per comunicazioni online e servizi ideati per associazioni, collettivi e persone che vogliono tutelarsi dal tracciamento commerciale e dalla sorveglianza. Tra i più importanti valori su cui si basa il progetto, quindi, ci sono il diritto alla privacy e alla crittografia, uniti a principi di anticapitalismo, antifascismo, antirazzismo e antisessimo.

La lista nera degli Usa

Secondo le motivazioni ufficiali, l’inserimento del collettivo nella lista nera delle organizzazioni terroristiche sarebbe dovuto alal volontà di contrastare l’estremismo di sinistra. In sostanza, il governo americano non ha accusato il collettivo di aver compiuto direttamente attacchi terroristici o atti di violenza, ma di aver fornito supporto materiale e tecnologico a terrorismo e a organizzazioni già sanzionate, consentendo loro di comunicate in forma anonima. Autistici/Inventati, di contro, ha respinto categoricamente tutte le accuse, sostenendo che la propria attività consiste nell’offrire strumenti per l’autodifesa digitale e infrastruttura per la libertà di comunicazione.

Gli effetti a catena

L’inserimento degli Autistici/Inventati nella lista nera ha conseguenza sia a livello tecnico che economico e istituzionale, producendo una pressione su banche, piattaforme e fornitori di servizi che si trovano costretti a interrompere rapporti per evitare ripercussioni penali. Nei giorni scorsi, per esempio, Banca Etica ha comunicato al collettivo l’intenzione di chiudere il rapporto bancario, mentre PayPal ha deciso immediatamente di bloccare l’account di Autistici/Inventati. Si prevede, quindi, una possibile interruzione a cascata di servizi diversi: infrastruttura web, nomi a dominio, posta elettronica e strumenti finanziari. In altre parole, oltre al blocco economico, l’inserimento nella lista nera ha impatto anche sulle relazioni con i fornitori di connettività, con i registri dei domini e con i data center, rischiando di causare interruzioni di servizio e isolamenti tecnologici che colpiscono la comunicazione di migliaia di utenti, associazioni e progetti sociali.

La continuità del progetto

A fronte di questa decisione, il collettivo sottolinea l’intenzione di proseguire la propria attività a tutela dei diritti digitali. “L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo”, ribadiscono dal collettivo su NoBlogs. “E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità”. Il messaggio finale, dunque, è un invito alla resistenza digitale di fronte a quella che viene definita una deriva repressiva globale.

Foto di Philipp Katzenberger su Unsplash

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