BepiColombo saluta la Terra e fa rotta su Mercurio

BepiColombo
(Credits: ESA/ATG medialab; Mercury: NASA/JPL)

Alba del 10 aprile. La sonda BepiColombo dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e giapponese (Jaxa) arriverà estremamente vicina alla Terra. Lo scopo è usare il nostro pianeta come “fionda gravitazionale” e indirizzare la navicella prima verso Venere e poi Mercurio. Per i ricercatori che lavorano alla missione da vent’anni è un momento emozionante. Lo racconta Anna Milillo, ricercatrice Inaf-Iaps, “scienziata interdisciplinare” di BepiColombo e responsabile scientifica del progetto Serena, strumento contenuto al suo interno.

Il 10 aprile è una tappa importante per il team di BepiColombo…

“Sì, quello in arrivo è un momento fondamentale della missione. Siamo emozionati perché si tratta di dare l’ultimo saluto ‘ravvicinato’ a un progetto che portiamo avanti da quasi vent’anni. Ma è importante anche dal punto di vista scientifico. BepiColombo è stata lanciata il 20 ottobre 2018 e fino a ora stava percorrendo la stessa orbita della Terra. Il 10 aprile si avvicinerà a noi (sarà a soli 12.667 km di distanza) per effettuare il flyby. L’effetto sarà simile a quello che, in una partita di golf, porta la pallina a entrare nella buca e poi uscire cambiando direzione. La Terra sarà usata come ‘fionda gravitazionale’: darà alla sonda una spinta sufficiente per arrivare alla destinazione finale con un grande risparmio di carburante. L’occasione sarà importante anche perché potremo effettuare delle importanti misure per la valutazione degli strumenti. Insomma: avremo l’ultima conferma che tutto funzioni prima che la sonda parta alla volta di Venere e poi di Mercurio, destinazione definitiva prevista per dicembre 2025″.

Come lavorate durante la pandemia?

“Lavoriamo da casa. E in queste condizioni abbiamo certamente più difficoltà. A casa sei fisicamente da solo: avere qualcuno a fianco che verifica i dati con te e con cui poter scambiare le idee sarebbe meglio. Però abbiamo fatto alcune prove e sembra che le cose funzionino alla perfezione. ll 10 filerà tutto liscio, nonostante tutto. Il fatto è che noi dobbiamo vedere subito i segnali provenienti da BepiColombo. Ma i dati arrivano prima in Germania, dove c’è il centro di controllo delle operazioni del satellite, poi a Madrid, dove vengono archiviati e smistati. Infine, ai vari team sparsi per il mondo. Per quanto riguarda l’esperimento Serena, ad esempio, saranno collegati in diretta quattro paesi: l’Austria, la Svezia, gli Stati Uniti e ovviamente l’Italia. A pensare al giro che fanno i dati, sembra sorprendente che in questo momento ognuno da casa propria riesca a gestirli. Eppure funziona”.

A questo progetto collaborano scienziati da tutto il mondo. Quanto è coinvolta l’Italia?

“Il coinvolgimento del nostro paese è altissimo. Non dimentichiamo che la sonda prende il nome da Giuseppe Colombo, matematico e ingegnere, famoso per i suoi studi sulle orbite di Mercurio e inventore, tra l’altro, proprio della ‘fionda gravitazionale’. Le tre camere, il rivelatore di particelle, l’esperimento di gravità e l’accelerometro sono italiani. E uno dei sei ‘scienziati interdisciplinari’ (coloro che si occupano del coordinamento dei numerosi strumenti presenti su BepiColombo) è italiano: sono io!”

Che risultati vi aspettate di ottenere dalla missione?

Mercurio è un pianeta interessante da studiare perché è il più vicino al Sole. Sente, perciò, più degli altri l’influenza della stella. Grazie a BepiColombo potremmo avere dati per capire l’interazione stella-pianeta. E sarà importante anche studiare la sua struttura interna, che è diversa da quella degli altri pianeti. Mercurio è molto più denso del previsto. Ed è anche dotato di un campo magnetico intrinseco, sulle cui origini spero avremo qualche indizio in più. Ci aspettiamo anche di poter effettuare dei test sulla teoria della relatività generale di Einstein. Alcuni effetti della gravità, infatti, si possono studiare solo su Mercurio. Ma, per sapere quali saranno davvero i risultati, possiamo darci appuntamento a fine 2025“.

Articolo prodotto in collaborazione con il master Sgp della Sapienza Università di Roma