Biossido di carbonio cercasi

Dove finisce l’anidride carbonica prodotta dall’uomo? I ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory affermano di aver trovato la risposta a questo problema ancora irrisolto. In un articolo pubblicato su Science, infatti, propongono una nuova teoria secondo la quale tonnellate di CO2 sarebbero immagazzinate negli abissi dei caldi oceani subtropicali. E l’annuncio è inaspettato, perché l’anidride carbonica si fa catturare più facilmente dalle acque fredde che da quelle calde, e dunque i maggiori serbatoi dovrebbero essere le acque polari. Per lo stesso principio le bibite restano più a lungo “gassate” se tenute in frigorifero. Ma quando i ricercatori hanno misurato la quantità di gas presente nelle gelide acque dell’Antartico, ne hanno trovata molta meno di quanto pensassero. D’altronde, l’anidride carbonica non poteva essersi nemmeno dissolta nell’atmosfera: l’effetto serra, in questo caso, sarebbe aumentato drasticamente, innalzando la temperatura del pianeta. Ecco allora l’idea dei ricercatori americani: il biossido di carbonio viene catturato dai freddi mari del Sud, ma non rimane lì. Le correnti lo trascinano invece verso gli abissi degli oceani tropicali, dove rimane intrappolato a grandi profondità. Questo enorme magazzino sottomarino, però, non è inesauribile. E’ probabile anzi che in futuro si saturi di CO2 che, a quel punto, si libererebbe nell’atmosfera aumentando la temperatura del globo. C’è però una speranza, secondo gli scienziati: climi più miti favorirebbero infatti la proliferazione di microrganismi vegetali, in grado di assorbire anidride carbonica, compensando così la saturazione degli oceani. Attenzione però: l’equilibrio è delicato. (f.n.)