Il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) dorme in modo molto simile agli esseri umani: è intontito quando si sveglia bruscamente e ha bisogno di ulteriore riposo se viene privato del sonno. A studiare la regolazione del sonno nella Drosophila sono stati due studi realizzati con metodi diversi dal gruppo di ricerca di Ravi Allada della Northwestern University di Evanston e da quello di Amita Sehgal dell’Howard Hughes Medical Instituted di Philadelphia, entrambi pubblicati su Nature di questa settimana. Nel moscerino la regolazione del sonno è influenzata da una specifica regione cerebrale, i cosiddetti “corpi fungiformi”. Non è ancora chiaro il modo in cui queste strutture profonde del cervello controllano il sonno, ma il gruppo di ricerca di Ravi Allada mostra chiaramente che se vengono chimicamente distrutte, i moscerini dormono meno. Dal momento che i corpi fungiformi sono già noti per avere un ruolo nell’apprendimento e nella memoria, sonno e apprendimento sembrerebbero in qualche modo legati anche nel moscerino. Come accade nei vertebrati, il sonno potrebbe servire per consolidare le informazioni apprese durante il giorno. Secondo gli autori è possibile che un tale meccanismo di doppia regolazione (sonno e apprendimento) sia stato conservato e avvantaggiato dall’evoluzione. Continuando a studiare i corpi fungiformi si potrà fare ulteriore luce sui meccanismi che governano il “pisolino” di vertebrati e invertebrati. (m.r.)





