Cervello più giovane con la dieta mediterranea

Aggiungere alcuni ingredienti della dieta mediterranea all’alimentazione quotidiana potrebbe dare una marcia in più all’efficienza del cervello e perfino rallentare il declino cognitivo in età avanzata. Queste le conclusioni di uno studio durato circa 7 anni e condotto dall’università spagnola di Navarra su 522 persone, uomini e donne, di età compresa tra 55 e 80 anni senza malattie cardiovascolari in atto ma portatori di molti fattori di rischio. Tutti i soggetti selezionati presentavano diabete di tipo 2 o almeno tre condizioni comprese tra pressione arteriosa elevata, alti valori di colesterolo e trigliceridi, sovrappeso, storia familiare di malattie cardiovascolari insorte precocemente o vizio del fumo. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

I 522 pazienti sono stati distribuiti in tre gruppi. Due hanno seguito i capisaldi della dieta mediterranea (grande consumo di frutta e verdura, legumi, frutta secca, rilevante consumo di pesce e frutti di mare, innaffiati da moderate quantità di vino rosso), con l’aggiunta in un caso di dosi supplementari di olio di oliva e in un altro di frutta secca. Ad un terzo gruppo infine – da usare come controllo – è stato chiesto di seguire un’alimentazione povera di grassi, come tipicamente raccomandato nella prevenzione di patologie cardiovascolari e ictus cerebrale. I partecipanti sono stati seguiti per tutto il periodo di studio dai loro medici di famiglia ma sono stati anche visitati dal team di ricerca per verificare l’aderenza alla dieta prescritta.

Dopo circa sette anni a tutti i partecipanti è stato sottoposto un test per verificare il livello di efficienza mentale valutando parametri quali orientamento nel tempo e nello spazio, eloquio, abilità manuali e funzioni psichiche come memoria, soglia di attenzione e capacità di pensiero astratto. Dei 60 pazienti che hanno fatto registrare un moderato peggioramento delle funzioni cognitive, 18 facevano parte del gruppo “mediterraneo” più olio di oliva, 19 avevano ricevuto un’alimentazione ricca in frutta secca e 23 facevano parte del gruppo controllo. Ulteriori 35 persone avevano sviluppato conclamati segni di demenza senile: 12 erano nel gruppo mediterraneo più olio, sei in quello dei consumatori di frutta secca e 17 erano nel gruppo di controllo. I risultati sono stati gli stessi indipendentemente dall’età delle persone ma anche rispetto alla storia familiare di demenza senile o alla presenza della proteina ApoE, associata alla malattia di Alzheimer, livello educativo, rischio cardiovascolare o depressione.

I risultati di questa ricerca – che suggeriscono un fattore protettivo della dieta mediterranea maggiore di quello di una dieta povera di grassi – potrebbero non essere applicabili alla popolazione generale, spiegano i ricercatori, considerando il limitato numero di persone prese in esame e l’alta concentrazione di fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia la ricerca costituisce un ulteriore prova a favore del fatto che una dieta ispirata ai principi dell’alimentazione meditterranea sia efficacie anche che prevenire il declino delle funzioni cognitive associato con l’età

Riferimenti: Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry doi: 10.1136/jnnp-2012-304792

Credits immagine: funadium/Flickr

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1 commento

  1. Verissimo, la dieta è uno dei fattori principali che determina lo stato di salute del nostro cervello. Per questo nelle persone di mezza età e negli anziani si consiglia una dieta equilibrata. Io per i miei genitori ho preso questi integratori alimentari ( http://www.cristalfarma.it/it/prodotti/illumina.html ) che contengono estratti naturali utili per combattere il declino cognitivo. Altri fattori che determinano la salute della nostra mente sono l’attività fisica, che ossigena il cervello, e la socializzazione, che serve a mantenere attiva la mente.

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