Come stanno lupi e orsi italiani?

Biologia, politica, comunicazione. Saranno questi alcuni dei temi protagonisti de “Il ritorno degli orsi e dei lupi! – La gestione della fauna selvatica nell’Euregio“, convegno che si terrà il prossimo 5 dicembre presso la Libera Università di Bolzano, in collaborazione con gli atenei di Trento e Innsbruck. In programma, una fitta rete di incontri con esperti in vari settori che metteranno a confronto i punti di vista della scienza, delle amministrazioni e dell’opinione pubblica su una questione che in seguito al caso Daniza ha occupato le prime pagine dei giornali.

Ma quello dell’orsa morta durante la cattura in Trentino è solamente il più famoso esempio del problematico rapporto tra i grandi carnivori e l’essere umano. “È inevitabile, è da 3000 anni che ci sono problemi tra uomo e fauna selvatica”, ci ha raccontato Luigi Boitani, professore di Biologia della Conservazione e Ecologia Animale della Sapienza Università di Roma e uno dei relatori che interverranno al convegno. “Ogni paese li affronta a modo suo. In Italia ad esempio abbiamo un sistema di difesa dagli attacchi di lupo unico al mondo: il cane pastore maremmano”.

Boitani, uno dei massimi esperti italiani ed europei di lupi, ricorda il caso di Slavc e Giulietta i due esemplari che nel 2012 si erano resi protagonisti di una vicenda quasi fiabesca, che non ha mancato però di sollevare polemiche. Lui, originario della Slovenia, aveva percorso centinaia di chilometri passando per l’Austria e l’Alto Adige fino ad arrivare in Lessinia, a nord di Verona, dove aveva incontrato la lupa italiana Giulietta. Come nella tragedia shakesperiana ambientata poco lontano, nonostante le diverse origini, tra i due è stato amore, tanto che proprio questa estate è stata annunciata la nascita della loro seconda cucciolata. L’esemplare sloveno, ricorda Boitani, era costantemente seguito a distanza grazie ad un radiocollare, e i suoi spostamenti sono stati monitorati in modo estremamente dettagliato. Tuttavia, se da un lato il mondo scientifico e ambientalista esulta per l’accoppiamento tra due esemplari di popolazioni diverse, dall’altro gli allevatori e le comunità Lessinesi hanno paura e chiedono l’allontanamento del branco.

Cosa si può fare per arginare gli inevitabili problemi di convivenza tra essere umano e fauna selvatica? Le popolazioni locali sono debitamente informate o si potrebbe fare di più? Per Boitani il problema principale non è la comunicazione, ma i forti interessi in ballo. “La comunicazione c’è ed è sufficiente”, ha sottolineato. “Tuttavia ci sono lobby che fanno demagogia e diffondono informazioni sbagliate”.

Informazioni che rischiano di mettere in secondo piano il grande lavoro che è stato fatto a livello nazionale ed europeo per la salvaguardia della fauna selvatica. In Italia, il trend demografico del lupo è in costante crescita: siamo passati dagli appena 100 esemplari dei primi anni Settanta ai circa 1000 nel 2012, con una diffusione che interessa tutta la penisola, dalla Calabria alla Liguria fino alle Alpi. In Trentino, il progetto Life Ursus ha invece salvato dalla scomparsa l’esigua popolazione di orso bruno nell’area dell’Adamello Brenta, grazie alla reintroduzione di 10 orsi provenienti dalla Slovenia, tra cui Daniza. Gli esemplari nella zona sono ora saliti a circa 50. Va segnalato inoltre che il progetto, oggi tanto contestato, aveva riscosso il favore di oltre il 70% dei residenti all’epoca della sua messa in atto. Life Ursus è solo uno degli esempi di esperienze di ripopolamento europee che verranno illustrate a Bolzano.

Gli organizzatori sperano che il convegno possa facilitare l’instaurazione di un dialogo produttivo tra scienziati, politici, allevatori e cittadini su un tema che suscita polemiche e sentimenti contrastanti, allo scopo di sviluppare una strategia comune che renda possibile una convivenza sostenibile tra orsilupi e popolazioni locali. La partecipazione alla serie di incontri è gratuita, previa registrazione (programma e maggiori informazioni su www.wildlife2014.it).

Credits immagine: Valerie/Flickr

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