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Comete, i conti non tornano

Le comete nel sistema solare potrebbero essere molte più di quanto ipotizzato finora, e il rischio di un impatto con la Terra più alto. È quanto sostiene Bill Napier, dell’Armagh Observatory in Irlanda del Nord, in un articolo di prossima pubblicazione su “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Le comete provengono dalla cosiddetta ” Nube di Oort”. Questa zona, che segna il confine esterno del Sistema Solare, ospita miliardi di oggetti composti prevalentemente da ghiaccio. Talvolta qualcuno di questi oggetti viene spinto ad orbitare intorno al Sole dalle onde gravitazionali provenienti dalle stelle della nostra Galassia, e diventa una cometa. Il problema sta nel fatto che basandosi sulle dimensioni della Nube di Oort, il numero delle comete dovrebbe essere di circa 3000, ben 400 volte in più rispetto quanto osservato in realtà. Per spiegare le comete “mancanti”, sinora, gli astronomi hanno suggerito che la maggior parte degli oggetti si disintegri dopo una o due orbite. Ma Napier, basandosi su modelli matematici, sostiene che se così fosse la Terra dovrebbe incontrare i loro detriti lungo la sua orbita, subendo piogge di meteore fino a 30 volte in un anno. Per questo, conclude, le comete mancanti devono essere lì, solo che non le vediamo. Potrebbero per esempio non riflettere la luce visibile a causa della loro struttura chimica. (g.ca.)

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