Da dove viene la sensazione di euforia che si prova durante la corsa?

Se siete dei runner probabilmente sarete familiari con la sensazione di piacereeuforia (runner’s high) che fornisce al corpo un boost di energia, solitamente nel mezzo del vostro allenamento. Secondo uno studio pubblicato su Cell Metabolism questo fenomeno sarebbe causato in parte da un ormone, la leptina, o meglio dalla sua assenza (oltre che dal rilascio di endorfine).

Nell’esperimento, infatti, topi con bassi livelli di leptina erano in grado di percorrere il doppio del tragitto di topi normali su una ruota, mostrando come una ridotta quantità dell’ormone manderebbe un segnale al centro del piacere del cervello. “In base a questi risultati, pensiamo che un calo nei livelli di leptina aumenti la motivazione per l’attività fisica come un mezzo per aumentare l’esplorazione e la ricerca di cibo,” ha spiegato Stephanie Fulton, autrice principale dello studio, “La ricerca mostra anche che le persone con livelli più bassi di leptina, per esempio i maratoneti, potrebbero essere più suscettibili agli effetti positivi della corsa e, di conseguenza, più propensi ad allenarsi.”

La leptina è un ormone che solitamente segnala al cervello quando il nostro corpo contiene abbastanza “carburante” ed energia. Bassi livelli di questo ormone sono stati in passato associati con l’assuefazione all’esercizio fisico negli esseri umani e con maggiore velocità e resistenza nei topi. Nonostante questi collegamenti fossero conosciuti, il link tra la leptina e la sensazione di euforia associata alla corsa endurance era fino ad ora sconosciuto.

Fulton e il suo team hanno condotto degli esperimenti su topi geneticamente modificati: in essi era assente una proteina sensibile alla leptina, chiamata STAT3, che solitamente trasmette il segnale rilasciato dalla leptina e sopprime il rilascio della dopamina, che provoca una sensazione di piacere. Mentre topi non modificati correvano circa 6 chilometri al giorno, i topi a cui mancava la proteina STAT3 erano in grado di raggiungere gli 11 chilometri.

Secondo i ricercatori, questi risultati potrebbero avere in futuro importanti implicazioni cliniche anche per l’anoressia: le persone affette da anoressia tendono infatti ad avere bassi livelli di leptina, solitamente associati con irrequietezza e iperattività.

Riferimenti: Cell Metabolism doi: 10.1016/j.cmet.2015.08.003

Credits immagine: Tom Cole/Flickr CC

 

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