Il ritorno del lupo in Italia

Il lupo è di nuovo una presenza stabile in Italia: oggi infatti la popolazione è dieci volte più numerosa rispetto a 40 anni fa, quando era a un passo dall’estinzione. Ma quali sono i numeri precisi? E perché questo benaugurato ritorno è oggetto di dibattito? Il primo passo per rispondere a queste domande è aumentare il livello di conoscenza della storia e dell’attuale presenza di questo predatore in Italia. Un recente studio promosso dalla regione Marche contribuisce a fare chiarezza sulla situazione.

All’Inizio degli anni ’70 la popolazione italiana di Canis lupus italicus era ridotta a circa 100 esemplari. A partire dalla fine del 1800 infatti, la persecuzione e la distruzione degli habitat avevano causato l’estinzione della specie dalle Alpi intorno al 1920 e venti anni più tardi la definitiva sparizione dalla Sicilia.

Il primo intervento indirizzato a migliorare il rapporto tra l’Italia e il lupo fu L’operazione San Francesco, una campagna di sensibilizzazione promossa dal Parco Nazionale d’Abruzzo e dal Wwf, lanciata ufficialmente nel 1973. Da quel momento, per fortuna, si è assistito a un costante incremento della popolazione, che continua ancora oggi.

Lo studio promosso dalla Regione Marche mette infatti in luce come nel 2012 il numero di esemplari abbia superato quota mille, 100-120 esemplari nelle Alpi e il resto distribuito su tutto l’Appennino, dalla Calabria alla Liguria. Nelle Marche gli esemplari sono in numero compreso tra 140 e 160 divisi in 28 gruppi familiari. Le misure adottate per la tutela del Lupo in Italia sono state quindi efficaci più che in ogni altro paese europeo, ed ora è necessaria una corretta gestione per non vanificare decenni di sforzi.

Questo ritorno infatti non lascia tutti contenti, e se da una parte c’è la grande gioia di operatori turistici, appassionati, ambientalisti e studiosi, dall’altra troviamo anche il malumore degli allevatori, che con il lupo sono in concorrenza direttissima. Negli ultimi anni sono quindi fioccati convegni e conferenze tra gli operatori del settore per discutere della situazione e in alcuni casi hanno addirittura prodotto proposte estreme come la riapertura della caccia selettiva, che rappresenterebbe però un passo indietro lungo cento anni.

Per questo le istituzioni stanno via via aumentando il livello di assistenza agli allevatori, nel tentativo di evitare l’accentuarsi dell’astio nei confronti del predatore. Il progetto Life Wolfnet ad esempio, finanziato dalla Comunità Europea, ha tra gli obiettivi il miglioramento delle strategie di prevenzione dagli attacchi e una migliore gestione del sistema dei risarcimenti.

La Regione Emilia Romagna ha da poco varato invece il nuovo Piano contro gli attacchi dei lupi al bestiame che prevede incentivi per l’acquisto di nuove recinzioni e cuccioli di cani pastori, e il 23 maggio ha preso il via a Parma la mostra itinerante “ L’impronta del Lupo” per la migliorare la conoscenza dell’animale.

Le iniziative quindi aumentano, ed è un dato di fatto estremamente positivo. D’altra parte servirà probabilmente un naturale periodo di assestamento per rendere possibile questa convivenza, considerando anche che gli allevatori italiani non erano più abituati ad avere un concorrente di questo genere. Salvaguardare il lupo senza danneggiare gli allevatori comunque è possibile, come dimostra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in cui il miglioramento dei sistemi di prevenzione già in uso ha ridotto del 60% i danni agli allevamenti. Il prossimo passo, a detta degli allevatori stessi, deve essere una ulteriore semplificazione delle procedure per l’accesso ai risarcimenti.

È molto importante che tutti, compresi gli allevatori, capiscano quanto sia fondamentale la presenza di un predatore di vertice come il lupo. È infatti appurato che i super predatori hanno un impatto positivo sulla biodiversità, mantenendo un alto livello di funzionalità della catena trofica.

Nel celebre parco dello Yellowstone ad esempio, la reintroduzione del lupo ha generato una cascata trofica che negli ultimi anni ha letteralmente rigenerato la biodiversità e la funzionalità ecologica dell’area. La presenza di super predatori infatti ha una funzione di controllo diretto e indiretto su tutte le altre specie di un habitat, comprese quelle vegetali, e garantisce un equilibrato sfruttamento delle risorse.

Inoltre, sempre con lo sguardo rivolto a Yellowstone, la presenza del lupo può costituire una grandissima risorsa dal punto di vista del turismo naturalistico.

E per chi temesse una incontrollabile proliferazione del lupo negli anni futuri, la risposta arriva da uno studio americano in cui si evidenzia che, raggiunto un certo livello di densità, i lupi entrano in competizione diretta indipendentemente dalla disponibilità di prede. Si innesca quindi un processo di “autoregolazione” che evita l’estinzione delle prede e impedisce la crescita illimitata del numero dei lupi.

Riferimenti: Il lupo nelle Marche; Ieri oggi… e domani

Credits immagine: Massimo Valiani/Flickr

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2 Commenti

  1. Non sono affatto tutti contenti del ritorno del lupo, gli unici che saranno contenti sono gli ambientalisti e studiosi di questo tipo di specie di professione, che saranno lo zero virgola qualcosa per cento su tutta la popolazione, 
    ma non lo sono gli allevatori, e nemmeno gli operatori turistici, perché in luoghi dove non si possa camminare, fare sport o trekking, in sicurezza, le persone non hanno piacere di andare.
    Non sono contenti gli abitanti della montagna perché si vedono sottrarre il loro territorio, e non lo sono i cittadini, perché per lo stesso motivo non sono più liberi di vivere i monti e il verde.
    Nessuno ha chiesto di avere il lupo né di avere gli orsi, sono stati imposti con decisioni di cui la gente ha visto solo il fatto compiuto.
    D’altra parte se non ha niente da dire e vuole vedere trasformati i propri territori dall’inizio dei tempi in parchi da cui è esclusa, se non come colonia di trenino, in tour organizzati, in cui ammirare ciò che loro non sono e non avranno più, per poi tornarsene composti di nuovo a casa, saranno accontentati.

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