Una nuova azione in difesa delle foreste secolari della Liberia. Questa mattina gli attivisti di Greenpeace a bordo dell’ammiraglia Rainbow Warrior hanno impedito lo scarico del legname del cargo Agia Irene nel porto francese di Sete, nel Mediterraneo. Dopo essersi incatenati all’ancora hanno issato una bandiera con su scritto: “La Francia distrugge le foreste secolari”. Si tratta della seconda azione degli ambientalisti a distanza di pochi giorni: sabato scorso infatti avevano impedito alla nave Cassandra di entrare nel porto di Valencia in Spagna per scaricare più di 1000 metri cubi di legname africano. “Queste imprese stanno distruggendo le ultime foreste secolari africane”, spiega Sergio Baffoni, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace “dove vivono scimpanzé ed elefanti”. Oltre ai gesti simbolici poi Greenpeace ha organizzato una campagna mondiale per salvare le foreste primarie del pianeta – Salva o cancella? – in vista del Summit delle Nazioni Unite organizzato all’Aja nell’aprile di quest’anno. Inoltre un rapporto presentato al Consiglio di sicurezza dell’Onu mostra che la raccolta e l’esportazione del legname oltre a impoverire l’ambiente, finanziano il traffico d’armi in Liberia e in Sierra Leone forniscono armi ai guerriglieri del Fronte Rivoluzionario Unico che si oppongono al processo di pace avviato nel paese. Anche l’Italia non è estranea a questi traffici: negli ultimi anni ha aumentato le importazioni di legno dalla Liberia, invece di rifornirsi di materiale certificato secondo lo standard FSC. Il marchio che, a livello internazionale, assicura uno sfruttamento delle risorse forestali ecocompatibile. (p.c.)





