Anche gli insetti dormono, e possono svelarci i segreti dell’insonnia

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Se ne sta immobile e sembra quasi che dorma: è la drosophila melanogaster, il moscerino della frutta, che – secondo Nature – potrebbe davvero conoscere le dolcezze del sonno. E cadere addormentato nel bel mezzo di una scorpacciata di mele.

Un modello per studiare il sonno

Tale prezioso (per la scienza) moscerino possiede infatti un enzima che regola i livelli dei neurotrasmettitori chiamati monoamine, osservati anche nei mammiferi. E una delle teorie attuali è che, negli esseri umani, il sonno serva proprio ad abbassare i livelli delle monoamnine. Riuscire quindi a capire le funzioni dell’enzima sarebbe di grande aiuto per lo studio dell’insonnia negli uomini.

Ma gli insetti dormono davvero?

“E’ possibile – arguisce Giulio Tononi, autore della ricerca – che la perdita di sonno danneggi l’organismo perché non viene interrotto il processo monoaminergetico ”. La composizione genetica della drosophila è un buon modello di riferimento, visto che se ne conosce praticamente l’intera sequenza ed è facilmente riproducibile. Il problema, semmai, è dimostrare che l’insetto stia effettivamente dormendo: impossibile infatti eseguire un elettroencefalogramma su un invertebrato tanto piccolo. Bisogna piuttosto osservarne il comportamento nei momenti in cui è credibile che si sia addormentato; l’immobilità, per esempio, può essere un criterio valido (m.mi.)

Foto di Free-Photos da Pixabay

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