La diagnosi del Parkinson si fa al telefono

I ricercatori del Mit e di Oxford hanno sviluppato un algoritmo che potrebbe portare a una diagnosi precoce della malattia a partire dalle caratteristiche della voce. Basterebbe una chiamata di tre minuti

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Il primo screening per la malattia di Parkinson si farà per telefono, grazie a un software in grado di cogliere i segni della patologia nella voce. È quello che da qualche anno immagina Max Little: da quando, durante i suoi corsi di matematica alla Oxford University, si è accorto di caratteristiche uniche presenti nel timbro vocale delle persone colpite da Parkinson. Ora Little è ricercatore al Massachusetts Institute of Technology, ha sviluppato un algoritmo per riconoscere queste caratteristiche e sta cercando di migliorarlo. Per riuscirvi, però, ha bisogno di un campione molto ampio di volontari (si spera di toccare i 10 mila), malati e non. Come ha spiegato all’apertura della TedGlobal conference di Edimburgo, Little non chiede che una telefonata di tre minuti. 

Il progetto si chiama Parkinson’s Voice Initiative e per ora è stato lanciato in Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Spagna, Brasile e Argentina (in alto il video promozionale). Le telefonate serviranno a perfezionare il sistema: l’algoritmo deve auto-migliorarsi, imparando – tra le molteplici tipologie vocali – quali pattern sono davvero significativi e quali, invece, dipendono da altri fattori, come il fumo. Come riporta anche Wired.uk, tra il 70 e il 90 per cento dei pazienti presenta indebolimento e tremore della voce e mancanza di respiro fin dalla fase iniziale della malattia. 

L’obiettivo, ambizioso, è dunque quello di mettere a punto una metodologia di diagnosi in remoto. Lo studio (liberamente consultabile) su cui si basa il progetto è stato pubblicato a maggio su Ieee Transactions journal. In questo caso è stata analizzata la voce di 43 volontari cui era stato chiesto di mantenere un suono con una determinata frequenza il più a lungo possibile. Little e i suoi colleghi hanno raccolto 263 registrazioni e riconosciuto 132 diverse anomalie. Utilizzando solamente 10 di questi marcatori vocali, il programma è riuscito a diagnosticare la patologia nel 99 per cento dei casi. 

Un prototipo di analizzatore vocale per il ParkinsonAt-Home Testing Device, è già stato sviluppato daIntel. Nella visione dei ricercatori di Oxford e del Mit, questo strumento potrebbe essere inviato agli ospedali e i marker vocali dovrebbero essere collegati alla Unified Parkinson’s Disease Rating Scale (Updrs), in modo che, in futuro, da una telefonata si possa stabilire persino la severità della malattia e monitorarne la progressione. 

via wired.it

Credit immagine a Cathdew / Flickr 


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