Consiglio dei diritti geneticiLa frontiera dell’invisibileBaldini Castoldi Dalai, 2005pp. 251, euro 14,00 La “Frontiera dell’invisibile” è il risultato della pubblicazione degli atti di un convegno che si è tenuto a Lastra a Signa, vicino Firenze, nell’ottobre 2004 con l’obiettivo di promuovere un dibattito, ma anche di fare informazione, in modo più sistematico, su almeno tre linee di frontiera della biomedicina. La prima ha l’intraducibile denominazione di nutraceutical, che sintetizza la ricerca in campo agrario sulle piante geneticamente modificate, da utilizzare sia per l’alimentazione che per la produzione di farmaci. La seconda apre lo scenario sulle manipolazioni della materia a livello atomico e molecolare per ottenere prodotti e beni di consumo con particolari requisiti, ovvero le cosiddette nanobiotecnologie, mentre la terza frontiera è quella dell’affascinante e, a volte inquietante, mondo dei test genetici, destinati a rivoluzionare non solo l’intervento della medicina, ma anche le relazioni interpersonali e parentali.Tematiche di certo complesse e in gran parte appartenenti ancora all’ambito della ricerca e della sperimentazione, ma che sono presentate in questo volume con l’abilità del linguaggio di operatori del settore che ambiscono a divulgare fornendo chiarimenti e precisazioni utili anche ai non addetti ai lavori. Non c’è dubbio, infatti, che le nostre vite quotidiane sono investite sempre più frequentemente dalle biotecnologie e ciò implica l’esigenza non solo di conoscerle, ma anche di poterne valutare i pro e i contro, argomentando sui più diffusi luoghi comuni. Ciò accade quando al supermercato ci troviamo di fronte a prodotti alimentari geneticamente modificati, oppure quando dei genitori devono decidere se e fino a che punto acquisire informazioni su alcune malattie trasmissibili geneticamente ricorrendo a test genetici predittivi o di suscettibilità. Ecco quindi l’utilità di questo volume che passa in rassegna, anche se con stili diversi da autore a autore, i dilemmi maggiormente discussi. Inoltre, in alcuni capitoli, come per esempio quelli dedicati ai test genetici, oltre a una schematizzazione delle possibili opzioni, troviamo anche alcuni dati, frutto dell’osservazione diretta sul campo dei primi esiti del ricorso ai test genetici prenatali. Autori di questi capitoli sono rispettivamente Giuseppe Novelli, professore di Genetica Umana all’Università Tor Vergata di Roma e Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto Artemisia. Entrambi esprimono ottimismo verso l’evoluzione della conoscenza scientifica e la decodificazione del genoma umano, che ha portato alla diffusione delle indagini prenatali sul feto ampliando così i programmi di prevenzione sulla salute. Tuttavia, pur trattandosi di un bilancio complessivamente positivo, sia per la diminuzione dei costi sociali che della spesa sanitaria, gli autori ammoniscono sull’importanza di chiarire i percorsi diagnostici ai cittadini, perché non cadano nella tentazione di semplificare troppo l’interpretazione delle informazioni genetiche e dei segreti del nostro Dna.





