Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, guidati da Jean Christophe Billeter e Joel Levine, getta luce sui meccanismi chimici che regolano i comportamenti sessuali della Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta. La ricerca, pubblicata su Nature, ha dimostrato che la riproduzione di questa specie è legata alla presenza di un singolo composto idrocarburico, il 7,11-eptacosadiene (7,11-HD), rilasciato dalle femmine. La sua presenza, infatti, è sufficiente ad attrarre il maschio consentendo l’accoppiamento.
Sulla superficie corporea della Drosophila sono presenti ben trenta tipi differenti di feromoni, sostanze chimiche responsabili della comunicazione tra individui della stessa specie. Per scoprire quale composto guida la riproduzione fra esemplari della stessa specie, per prima cosa gli scienziati canadesi hanno modificato geneticamente i moscerini, eliminando gli enociti, cellule specializzate situate nell’addome, responsabili della produzione dei feromoni idrocarburici. Scoprendo così che, sorprendentemente, le femmine private degli enociti sono iper-attraenti per i maschi, anche di specie diverse.
A questo punto le femmine di moscerino sono state trattate con diversi feromoni, tra cui il Cis vaccenil acetato (cVA), sostanza rilasciata dal maschio durante l’accoppiamento, allo scopo di tenere lontani gli altri moscerini evitando un nuovo, prematuro, accoppiamento. L’azione repellente del composto è risultata però essere reversibile; infatti quando, oltre al cVa le femmine venivano trattate con 7,11-HD, sostanza naturalmente prodotta dai moscerini, esse divenivano nuovamente attraenti. Il feromone afrodisiaco però svolge la sua azione solo sui moscerini della stessa specie: infatti, la Drosophila melanogaster senza enociti si accoppia anche con altre specie, ma non quando è presente il 7,11-HD.
“Le interazioni tra i feromoni idrocarburici orchestrano il meccanismo della riproduzione sia all’interno della stessa specie sia fra specie diverse”, ha spiegato Billeter, “ma il 7,11-HD è sufficiente a stabilire le barriere riproduttive tra una specie e un’altra, risultando attraente solo tra insetti dello stesso tipo, modulando l’attività degli altri feromoni idrocarburici e giocando quindi un ruolo cruciale nella speciazione e nella comunicazione”. (s.l.)
Riferimento: Nature: doi:10.1038/461887a





