Come riconoscere la felicità

felicità
(Foto via Pixabay)

 

Marc Augé

Momenti di felicità

Raffaello Cortina Editore, 2017

Pp. 114, Euro 12.00

Imparare a riconoscere e ad accogliere i piccoli momenti di felicità che, spesso in modo imprevisto, si presentano nel corso della vita: questo è l’invito che Marc Augé, il grande antropologo francese ormai più che ottantenne, rivolge ai suoi lettori. Sono i “momenti di felicità” che hanno costellato la sua vita quelli che l’autore ricorda in questo volumetto, accompagnandoli con riflessioni e commenti.

Sono felici gli inizi di qualsiasi attività, come quella che Augé intraprende giungendo in Costa d’Avorio, una specie di nascita in un mondo nuovo che bisogna imparare a conoscere. E sono momenti di felicità gli inizi di ogni nuovo amore, quando si vive il fascino della seduzione, quella che spinge Don Giovanni verso sempre nuove avventure prima che intervenga l’usura della routine.

I ricordi dell’infanzia si legano a quelli delle canzonette in voga a quei tempi, interpretate come legame tra generazioni: e si condivideva allegria quando il padre e il nonno del piccolo Marc cantavano strofette licenziose di cui anche il bambino rideva senza comprenderne il significato. Le canzoni sono ricordi di emozioni passate e un ritornello che torna alla mente, scrive Augé, non è mai sempre lo stesso perché si ricrea ad ogni occasione.

Con l’età si impara a non dipendere più dal tempo e dal susseguirsi degli impegni ma si impara a goderne, a riappropriarsi delle ore e delle giornate, piegandole ai propri desideri. Ci si può abbandonare ad attività piacevoli, alle perdite di tempo, godendo di ciò che di piacevole scorre insieme alla vita. Guidato da questo sereno ottimismo, Augé sostiene che, se la salute è buona, gli anziani sono più allegri degli altri, poiché la loro vita è guidata da piccole vittorie quotidiane e dallo svolgere attività che danno loro soddisfazione. Non è sempre possibile condividere queste considerazioni che, tuttavia, invitano a guardare le inevitabili piccole infelicità con sguardi più distaccati, imparando a scorgervi, sia pure ben nascosti, aspetti di piccole felicità.

Nell’epilogo, un breve richiamo alle grandi cause di infelicità: la povertà che inasprisce, la stupidità, la crudeltà, l’egoismo, l’indifferenza, l’arroganza, l’essere rifiutato dagli altri fino a provare disprezzo per se stessi. E infine, gli ultimi consigli per vivere come a ciascuno riesce, evitando la stasi e creandosi intorno nuove possibilità, per conseguire una “felicità nonostante tutto”, valorizzando e condividendo i piccoli momenti di benessere, inventando un benessere quotidiano a misura delle proprie capacità.

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