Un nuovo tipo di plastica veramente riciclabile

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La situazione sul fronte dell’inquinamento da plastica è davvero critica. Basti pensare che le microplastiche sono presenti ormai ovunque, dal cibo, agli oceani e la terraferma, fin sulle nevi alpine. Un vero e proprio allarme per l’ambiente e la nostra salute, tanto che il Parlamento europeo ha appena dichiarato di voler vietare la vendita della plastica monouso dal 2021 e cercare così di contrastare l’inquinamento di spiagge, mari e oceani. Nel frattempo, la comunità scientifica si sta impegnando ormai da anni per riuscire a rendere la plastica sostenibile e completamente riciclabile. E oggi, a compiere un importante passo in questa direzione sono stati i ricercatori della Colorado State University che hanno appena messo a punto un nuovo tipo di plastica che può essere riutilizzata più e più volte. Il loro studio è stato pubblicato su Nature Chemistry. 

La nuova plastica

Per creare il nuovo materiale, i ricercatori hanno ottimizzato tramite processi chimici molto complessi un tipo di vitrimero, una classe di materie plastiche che deriva da polimeri termoindurenti. Nel dettaglio gli scienziati hanno realizzato dei polimeri tenuti insieme da speciali legami chimici (noti come “dynamic covalent diketoenamine bonds”), che richiedono meno energia per rompersi rispetto a quelli della plastica tradizionale. Di conseguenza questi legami consentono al nuovo materiale di essere scomposto nelle sue materie prime (da polimeri a monomeri) abbastanza facilmente: basta una soluzione di acqua e un acido forte a temperatura ambiente. Inoltre, il nuovo metodo è efficace anche nel separare la plastica dagli additivi, come coloranti e ritardati di fiamma, che solitamente rendono difficile il processo di riciclo in un prodotto finale desiderabile e della stessa qualità dell’originale.

Riciclaggio chimico

Finora, ricorda Science News, i metodi di riciclaggio chimico, processo che mira a spezzare le molecole base (polimeri) e ottenere le materie prime (monomeri) di partenza, producono pellet (piccoli granuli) di resina plastica, prodotti di basso valore e scarsa qualità. Ma con questo nuovo processo la plastica che si ricicla è molto simile all’originale e può essere inoltre riutilizzata più volte. Resta da capire, concludono i ricercatori, se i produttori potrebbero effettivamente utilizzare il nuovo materiale e se gli impianti di riciclaggio la accetteranno nel prossimo futuro.

“I nostri risultati dimostrano la facilità con cui il nuovo materiale può essere riciclato e riutilizzato, senza perdere la qualità, e aprono la strada alla progettazione di nuovi polimeri sostenibili che hanno un impatto ambientale minimo”, concludono i ricercatori

Riferimenti: Nature Chemistry

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