Oetzi: gli esami non finiscono mai

Nuove ricerche sulla mummia rinvenuta nel 1991 sullo Similaun, un ghiacciaio al confine tra il Tirolo e l’Austria, sveleranno il segreto della sua morte. E’ quanto ritengono i ricercatori di alcuni istituti italiani ed europei, tra cui l’Università Cattolica di Roma, l’Università di Verona e di Glasgow. L’analisi, che sarà condotta su alcuni campioni di tessuto del ginocchio sinistro e su frammenti ossei dei denti prelevati oggi a Bolzano, potrebbe permettere ai ricercatori di ricostruire le cause della morte della mummia, denominata Oetzi. “Esamineremo la disposizione del sangue al momento della morte e le lesioni rinvenute sulla mummia”, ha detto Franco Tagliaro, professore all’Università di Roma, “e questo ci farà capire la dinamica del decesso”. Oetzi, infatti, potrebbe essere morto a causa di una sepoltura rituale e non di morte violenta o assideramento. Con i campioni raccolti, inoltre, l’Università di Camerino intende ricostruire un quadro completo del Dna microbico del tratto gastro-intestinale della mummia, per individuare i microrganismi patogeni diffusi nell’era neolitica. Sarà analizzato anche il Dna nucleare per scoprire eventuali variazioni del cromosoma Y rispetto all’attuale popolazione dell’Alto Adige, la presenza di eventuali malattie genetiche e identificare i flussi migratori dell’uomo di Similaun. L’analisi della dentatura servirà invece a un istituto di Zurigo per risalire all’ambiente geologico in cui Oetzi visse la sua prima infanzia.

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