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Ominidi più che primitivi

Dissotterrati i resti di ominidi vissuti circa quattro milioni e mezzo di anni fa. La scoperta, pubblicata su Nature, è opera di un gruppo di antropologi di ben otto istituti di ricerca nordamericani, guidati da Sileshi Semaw dell’Indiana University di Bloomington. I fossili rinvenuti nell’area di Gona nel nord dell’Etiopia potrebbero suggerire nuove strade per l’interpretazione del passaggio da ominidi a esseri umani. I paleontologi avrebbero rinvenuto più di trenta fossili di almeno nove diversi individui che apparterrebbero alla specie dell’Ardipithecus ramidus. I resti risalgono a un periodo che va da 4,3 a 4,5 milioni di anni fa. La datazione è stata effettuata impiegando isotopi di argon presenti in materiali vulcanici trovati in prossimità dei fossili. I ricercatori americani ritengono che sia proprio l’Ardipithecus il primo genere di ominide apparso dopo la differenziazione fra umani e scimmie. Molti tratti comuni fra questi ominidi e i moderni esseri umani sembrano infatti confermare questa ipotesi, nonostante la profonda somiglianza anche con gli scimpanzè. Secondo i ricercatori, i fossili rinvenuti dimostrano la presenza di questi nostri antenati in zone popolate di antilopi, rinoceronti, scimmie, giraffe e ippopotami e molto più umide di quanto siano oggi. Secondo questo modello l’area è stata infatti molto ricca di foreste e prati. (m.cap.)

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