Paolo Nespoli torna nello Spazio con Vita

Nespoli
(Credits: ESA–S. Corvaja, 2010)
Nespoli
(Credits: ESA–S. Corvaja, 2010)

Vitality, Innovation, Technology, Ability. Sono questi i termini che compongono l’acronimo Vita, il nome della missione che, dopo Esperia e MagIsstra, porterà per la terza volta l’astronauta italiano dell‘Agenzia spaziale europea (Esa), Paolo Nespoli, sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). Il lancio è previsto per il 29 maggio, 2017 con partenza dalla base russa di Baijkonur in Kazakhistan, a bordo della Sojuz MS 05. L’astronauta rimarrà nello Spazio fino a novembre 2017.

Si tratta della terza missione di lunga durata che la Nasa ha messo a disposizione dell’Agenzia spaziale italiana nell’ambito dell’accordo sulla fornitura dei moduli logistici della Iss e rientra sotto il nome di Expedition 52/53. Insieme a Nespoli, classe 1957, ci saranno il russo Sergey Ryazanskiy, comandante della Soyouz, e l’ingegnere di bordo statunitense Randy Bresnik.

Obiettivo della missione? Non uno, ma tanti. A bordo il nostro astronauta prenderà parte a diversi esperimenti, spaziando tra biomedicina, fisiologia, scienza dei materiali e fisica, come sottolinea anche il logo della missione.

vita nespoli
(Credits: ESA/ASI)

Il simbolo scelto è quello del terzo paradiso realizzato dall’artista italiano Michelangelo Pistoletto, un connubio tra infinito e finito, con ai lati le icone del dna, simbolo della vita e dell’aspetto scientifico della missione, e di un libro, che rappresenta la cultura e l’apprendimento. Cultura, apprendimento e scienze che si mescolano in una serie di esperimenti a bordo.

Ecco i principali previsti per la missione Vita.

Perseo
È una sorta di giubbetto anti-radiazioni pieno d’acqua ideato dall’Università di Pavia e Thales Alenia Space. Nespoli sarà incaricato di provare Perseo per dimostrare la sua efficacia come scudo contro le radiazioni cosmiche e poterlo eventualmente sfruttare in caso di brillamento solare, la violenta eruzione di materia proveniente da una stella in grado di sprigionare un’energia equivalente a decine di milioni di bombe atomiche.

Orthostatic Tolerance
Si tratat di uno specifico programma di allenamento fisico per prevenire problemi scheletrici e cardiocircolatori degli astronauti guidato da Irccs San Raffaele Pisana di Roma. Il programma consente agli astronauti di mitigare i disturbi legati alla microgravità e al successivo ritorno sulla Terra.

Nanoros
È il progetto ideato dall’Istituto italiano di tecnologia per studiare i possibili effetti antiossidanti delle nano particelle e uno dei 4 inseriti sotto il nome di Asi Biomission. In particolare Nanoros si occuperà di analizzare le cellule cardiache in orbita per capire se le nanoparticelle di ossido di cerio siano in grado di guarirle. Gli altri tre progetti Asi Biomission, caratterizzati dall’aspetto medico-fisiologico sono Corm, ideato dall’Università di Firenze, analizzerà i danni subiti dalle cellule della retina in microgravità testando su di esse le proprietà anti-apoptotiche del coenzima Q10 (conoscenze che saranno utili negli studi contro il glaucoma e la degenerazione maculare senile). Poi Myogravity, dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, che testerà le cellule muscolari di Nespoli in orbita e a Terra in microgravità simulata, con l’obiettivo di studiare le cause della degenerazione cellulare degli astronauti, o di chi è affetto da atrofia muscolare. Infine Serism, del Campus Bio-Medico di Roma, studierà il comportamento delle cellule staminali presenti nel sangue per analizzarne le capacità di rigenerazione in orbita.

In-Situ
Si tratta di un mini laboratorio di analisi biomediche portatile ideato dall’Università di Bologna e pensato per monitorare lo stato di salute degli astronauti grazie alla composizione della loro saliva. Il mini lab analizzerà 9 diversi parametri fisiologici tra cui il livello di cortisolo, che indica il livello di stress a bordo. Nespoli dovrà semplicemente masticare un pezzo di cotone e i suoi parametri verranno analizzati direttamente sulla Terra.

Mini-Euso
È un telescopio che ha lo scopo di monitorare le emissioni notturne in banda ultravioletta (Uv), di origine terrestre, atmosferica e cosmica, e realizzare la prima mappa notturna nell’Uv del nostro pianeta. Verranno indagati fenomeni come i raggi cosmici, la bioluminescenza, i micrometeoriti e i fulmini nell’alta atmosfera.

Aramis
Si tratta di un’app di realtà aumentata per iPad, sviluppata da Thales Alenia Space e Altec di Torino, che aiuterà gli astronauti con le operazioni di manutenzione a bordo della Iss aumentando così le ore da dedicare agli altri esperimenti.

Lidal
Ideato dall’Università di Roma Tor Vergata e dall’Infn, è un sistema per monitorare il flusso di radiazioni cosmiche che investiranno la stazione spaziale internazionale. Seppur non pericolosa, infatti, a bordo della Iss vi è una quantità di radiazione mille volte superiore a quella che c’è sulla Terra.

Multi-Trop
Esperimento dell’Università Federico II di Napoli, studierà come si comportano le radici delle piante in microgravità una volta germinate dal seme.

Arte
Sviluppato da Argotec e Politecnico di Torino, si occuperà di portare sulla stazione uno scambiatore di calore che utilizza quattro diversi fluidi non tossici per regolare temperatura di alcuni ambienti. L’esperimento deve essere ancora confermato.

Via: Wired.it

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