Polveri sottili, perché i limiti sono da rivedere

I limiti imposti dall’Europa alle polveri sottili potrebbero non essere sufficienti. Anche al di sotto dei 25 microgrammi per metro cubo (µg/m3) annui tollerati all’interno dei confini Ue, queste microscopiche sostanze inquinanti potrebbero avere infatti gravi effetti sulla salute. È il risultato di uno studio della Università di Utrecht, pubblicato sulle pagine di The Lancet: per ogni 5 µg/m3 di particolato con cui si viene in contatto in un anno, il rischio di morire di cause naturali (ovvero non legate ad incidenti) aumenterebbe del 7%.

Le polveri sottili (o particolato) sono composte da microscopiche particelle inquinanti (vanno dal miliardesimo di metro, fino a mezzo millimetri di diametro), presenti in sospensione nell’atmosfera. Possono formarsi nel corso di normali eventi naturali, come l’erosione delle rocce o l’eruzione dei vulcani, ma per la maggior parte vengono prodotte dall’attività umana (automobili e riscaldamenti in testa), e rappresentano infatti la fonte principale di inquinamento nelle aree urbane.

Per svolgere la loro ricerca, i ricercatori olandesi hanno messo insieme i dati provenienti da oltre 22 studi europei, analizzando in questo modo l’impatto del particolato su oltre 367.251 persone. Integrando i dati provenienti dai monitoraggi ambientali sull’inquinamento con gli indirizzi di residenza dei partecipanti, i ricercatori sono riusciti a risalire all’esposizione annuale dei singoli soggetti alle polveri sottili, valutandone quindi l’effetto sul loro stato di salute. Nei 14 anni coperti dallo studio, 29.076 partecipanti sono morti per cause naturali. Aggiustando i risultati per tenere conto di altri elementi di rischio (come fumo e obesità), i ricercatori hanno quindi messo in luce lo stretto legame tra i decessi e i livelli di esposizione alle polveri sottili.

Ogni 5 µg/m3 di esposizione annua aumenterebbero infatti il rischio del 7%, con un effetto cumulativo che sembrerebbe interessare maggiormente il sesso maschile. Si tratta, spiegano i ricercatori, di livelli minimi: una differenza di 5 µg/m3 è quanto si ritrova ad esempio tra una strada trafficata e una isolata.

“I nostri risultati dimostrano che le polveri sottili possono avere effetti nocivi per la salute anche a livelli molto inferiori al limite di 25 µg/m3 tollerato oggi in Europa”, spiega Rob Beelen, ricercatore della Università di Utrecht che ha coordinato lo studio. “Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano un limite di 10 µg/m3, e stando alla nostra ricerca, muoversi in questa direzione potrebbe avere un effetto significativo sulla salute dei cittadini europei”.

Riferimenti: The Lancet doi:10.1016/S0140-6736(13)62158-3

Credits immagine: Victor Bezrukov/Flickr

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