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Problemi per tutti i gusti

di
Maurizio Codogno

Bernardo Recamán
Giocare con Pitagora
Bruno Mondadori 2008, pp. 192, euro 10,00

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I giochi matematici hanno sempre il loro pubblico affezionato, anche se non si può certo parlare di masse di estimatori; il problema è che non escono molti libri sul tema, e spesso è difficile riuscire a capire se una raccolta di giochi è nuova o una semplice riproposizione di cose già viste. Inoltre, come in tutti i campi, bisogna anche essere attenti a capire se il livello dei quesiti proposti è adatto alla propria capacità, per non doversi dare per vinti a causa della loro difficoltà o – e forse è persino peggio – lasciar perdere il tutto “perché troppo facile”.

Ben venga quindi questa raccolta proveniente dal continente americano sì, ma non dagli Stati Uniti come al solito: Bernardo Recamán Santos è infatti colombiano; è vero che ha studiato a Warwick, ma ha un modo di vedere le cose, e di scegliere gli argomenti, leggermente diverso da quello cui siamo abituati quando ci cimentiamo con questo tipo di quiz. Non “così” diverso, però, nonostante quanto scritto all’inizio della quarta di copertina, “Amate il sudoku, gli enigmi, le parole crociate, i rebus?”: in questo testo non c’è niente di tutto ciò. Nulla contro questi rompicapi, anzi: però sono solo fuorvianti, e corrono il serio rischio di far comprare il libro a gente che poi lo odierà. Molto più interessante è il punto di vista dello stesso Recamán, che nell’introduzione spiega che “allo stesso modo in cui tutti sono capaci di riconoscere una bella melodia pur senza possedere particolari conoscenze musicali, così c’è anche chi è in grado di riconoscere il fascino di un’idea matematica pur senza riuscire a comprenderla pienamente”.

Il libro è suddiviso in capitoli che distinguono non tanto la complessità dei problemi quanto il loro tipo: si parte da quelli aritmetici, una scelta forse infelice perché sono spesso i più noiosi da risolvere, e si passa a quelli geometrici, logici e algebrici, terminando con una raccolta di problemi non meglio classificabili. Un’ottima scelta è quella di avere un “baule degli indizi”, che fornisce un aiuto per molti dei problemi proposti. Spesso, infatti, un problema ostico può essere risolto con relativa facilità se solo si conosce la strada giusta: visto che lo scopo del libro è di fare divertire i lettori, è sicuramente meglio per tutti arrivare alla risposta per mezzo di un “aiutino” piuttosto che dovere abdicare. Altra nota positiva dal punto di vista didattico è la proposta di problemi correlati nella sezione dedicata alle risposte: per un matematico di professione la generalizzazione di un problema è una cosa naturale, ma spesso chi si avvicina alla materia non riesce a vedere oltre il singolo problema.

L’unica nota negativa del libro è nella scarsa cura dell’edizione: non parlo della buona traduzione dallo spagnolo, quanto dei disegni e dei testi relativi che in vari casi sono errati. Con un po’ di attenzione si riesce sempre a ricostruire la soluzione corretta (tranne che nel primo problema, dove l’errore è proprio logico); non credo che questi svarioni servano a dare l’idea che anche i matematici possono sbagliare!

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