Hera CookThe Long Sexual Revolution. English Women, Sex, and Contraception 1800-1975Oxford University Press, 2004pp.426, euro 52,15Tra i tanti cambiamenti sociali degli ultimi due secoli, l’approccio alla sessualità è stato talmente rivoluzionato da essere praticamente irriconoscibile. Solo da parte della Chiesa cattolica si auspica un ritorno all’infelice epoca pre-contraccetiva : l’epidemia di Hiv/Aids in Africa sarà sulla coscienza del Vaticano per lungo tempo (almeno fino alla riabilitazione del preservativo, si spera più rapida di quella di Galileo). Lo studio di Hera Cook, australiana che ha studiato in Inghilterra ripercorre dettagliatamente questa transizione, culminata con la cosiddetta ‘rivoluzione sessuale’ degli anni Sessanta e Settanta. Come è ovvio, la storia non è solo scientifica, non si basa cioè solo sull’evoluzione tecnologica, clinica e biologica delle conoscenze e dei diversi trattamenti del fenomeno, ma dedica larga parte della trattazione agli aspetti sociali e individuali coinvolti nella trasformazione. D’altra parte, la sessualità e il suo controllo sono da sempre uno dei principali oggetti delle regole di convivenza sociale. Nelle società occidentali, almeno negli ultimi due millenni, il controllo della sessualità è stato però identificato pressoché in toto con il controllo della donna e della riproduzione, laddove l’uomo è stato caricato di minori fardelli rispetto alla controparte e ha subito minori limitazioni.La svolta principale, cui la Cook dedica la terza parte del volume (e che impegna circa un terzo delle pagine) è stata però la scoperta e la disponibilità della contraccezione chimica, la celebre ‘pillola’. Salutata da tutte e tutti come un enorme passo avanti nel processo di emancipazione femminile, nel racconto della Cook mostra però anche alcuni lati oscuri. Oltre ai problemi clinici, la pillola (e in generale l’aumento della diffusione dei metodi contraccettivi) ha ingenerato, la possibilità di una maggiore soggezione della donna alla sessualità maschile, non più frenata dal rischio di gravidanza. Negli anni successivi, a causa dei cambiamenti culturali che la rivoluzione sessuale ha portato con sé, è diminuita l’oppressione maschile in questo senso, ma ha progressivamente creato un sentimento di deresponsabilizzazione dell’uomo rispetto alla gravidanza, ora percepita come affare esclusivamente femminile, frutto della scelta della donna. Sono insomma molte le sfaccettature della questione, analizzate con dovizia di particolari dall’autrice.Una consistente parte del volume è dedicato alla ‘costruzione’ dell’oggetto sessualità attraverso l’istruzione scolastica e i manuali, che in ogni epoca riflettono le principali teorie biologiche, psicologiche ed etiche. Per ogni periodo storico viene creata una sessualità diversa, che si evolve dal semplice atto riproduttivo fino al soddisfacimento dei bisogni psicologici della persona. Allora come oggi, la gestione della devianza implicava soprattutto la coercizione e la medicalizzazione di pazienti il cui malessere aveva però profonde origini nell’ordinamento sociale. Ovviamente, una parte rilevante nell’educazione sessuale l’ha avuta il senso di colpa di fronte al piacere sessuale, tuttora strumento di controllo e tagliola psicologica utilizzata dal cattolicesimo più retrivo. Di fronte alla maleducazione sessuale che sta di nuovo prosperando, propagandando per esempio la castità come valore in sé, la società basata sul matrimonio cattolico e in cui il sesso è divenuto merce sotto ogni forma (dalla rispettabile pornografia consapevole all’ignobile televisione della donna un tanto al chilo), la lettura di questo volume farà riflettere il lettore più accorto.





