Manca l’aria e il respiro si fa più corto e veloce, affannoso. Ma la colpa non è solo della carenza di ossigeno. A provocare l’aumento della frequenza del respiro sarebbe una classe di composti analoghi al monossido di azoto. Si chiamano S – nitrosotioli (SNOs) e, secondo i risultati di uno studio pubblicato su Nature questa settimana, sarebbero i maggiori responsabili della regolazione del respiro. La ricerca condotta da Stuart A. Lipton e colleghi dell’Università di Louisville nel Kentuky ci spiega perché. In presenza di bassi livelli di ossigeno, sarebbero proprio gli SNOs a comunicare al cervello di aumentare il tasso di respirazione. Queste molecole sono un complesso chimico formato da mossido di azoto (NO) che si lega a un gruppo sulfidrile dell’ammioacido cisterna (S) presente nell’emoglobina. E così la molecola responsabile del trasporto di ossigeno in tutto il corpo veicola anche queste molecole segnale. Gli SNOs poi vengono rilasciati in una regione del tronco celebrale e da qui inviano al cervello l’ordine di aumentare il ritmo di respirazione. Gli autori hanno individuato anche un metabolita responsabile dello stimolo alla ventilazione. Per sottolineare l’importanza della scoperta Nature commenta: “il lavoro di Lipton sarà citato nei libri di fisiologia”. (t.c.)





