Per le future mamme è in arrivo un nuovo test prenatale per la diagnosi di malattie genetiche. La procedura, sviluppata da un team di ricercatori di un’azienda australiana, oltre a rendere più veloce e sicura la diagnosi di anomalie genetiche – come la sindrome di Down – sembra essere meno invasiva e pericolosa per il feto. Il test si basa su un semplice prelievo di sangue dal braccio della gestante: durante la gravidanza, infatti, alcune cellule del feto entrerebbero in circolazione nel sangue materno. Utilizzando dunque un citometro, un apparecchio capace di smistare fino a 50 mila cellule al secondo, si possono dividere le cellule materne da quelle fetali e analizzarle singolarmente. Con i test in uso oggi, invece, le donne incinte, soprattutto in età avanzata, sono costrette a sottoporsi all’inserimento di un ago nel ventre per raccogliere liquido amniotico o addirittura alla rimozione di parte della placenta. Il rischio più grave di entrambi questi test è quello dell’aborto. La nuova semplice procedura potrebbe diventare routine nel giro di due anni, dopo un programma di sperimentazione. (g.p.)





