Tumore del polmone: nuove possibilità per l’immunoterapia

tumore al polmone
(Credits: Librepath/CC Wikimedia Commons)

Scatenare il sistema immunitario contro il cancro al polmone
non a piccole cellule, il tipo più diffuso, responsabile numero uno di tutte le morti di cancro in Italia. La promessa dell’immunoterapia – area emergente nella ricerca oncologica di offrire nuove possibilità per la cura del più diffuso tumore del polmone si fa ora più concreta grazie all’identificazione delle cellule immunitarie che si ritrovano nei tumori polmonari non a piccole cellule. Una scoperta pubblicata sulle pagine di Immunity dal team di Elena Levantini, ricercatrice dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Itb), del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, dell’Harvard Medical School e dell’Harvard Stem Cell Institute.

Il tumore del polmone non a piccole cellule

Il tumore del polmone non a piccole cellule è ancora oggi il big killer dell’oncologia: al primo posto come causa di morte per cancro in Italia (fonte: I numeri del cancro in Italia, 2018) e di circa un terzo dei decessi per malattie oncologiche. Trovare nuove strade nella lotta a questa forma di cancro è più che mai necessario. “Il tumore non a piccole cellule rappresenta l’85% delle diagnosi di tumore al polmone e al momento le opzioni terapeutiche sono limitate”, ricorda Elena Levantini. Il gruppo della ricercatrice ha mappato le cellule immunitarie mieloidi infiltranti i tumori polmonari non a piccole cellule, identificandone 25 sottotipi.

Verso l’immunoterapia

“Le cellule immunitarie che infiltrano i tumori sono importanti regolatori della crescita tumorale e possono sia promuovere che limitarne lo sviluppo”, spiega. La nostra scoperta è un passo avanti nello studio delle numerose e variegate popolazioni cellulari immunitarie che invadono i tumori, e apre la strada per identificare nuovi farmaci immunoterapeutici.

I ricercatori sono riusciti a mappare le diverse cellule immunitarie che infiltrano i tumori polmonari non a piccole cellule con il sequenziamento del RNA su singola cellula. “Abbiamo individuato il trascrittoma (corredo di RNA) presente in ciascuna cellula immunitaria all’interno del tumore polmonare. Abbiamo quindi scoperto dei marcatori genici, in grado di identificare cellule immunitarie infiltranti associate a una più alta sopravvivenza dei pazienti, dando valore diagnostico ai nostri dati”, spiega Levantini. “Questi risultati potranno avere ricadute nella clinica, poiché alcuni dei sottotipi di cellule immunitarie infiltranti potranno essere utilizzati in diagnostica e trattati con nuovi farmaci, da studiare in laboratorio prima di transire alla fase clinica”, conclude Levantini.

Lo studio è stato condotto in collaborazione con il gruppo di ricerca di Allon Klein (Harvard Medical School) e di Mikael Pittet (Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School) e tra gli autori figura anche Giorgia Maroni (Cnr-Itb di Pisa, Harvard Medical School), una giovane post doc che lavora con Levantini.

Riferimenti: Immunity

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1 commento

  1. mio marito dapo 4 immunoterapie con pembrolizumab con ca a grandi cellule, riferiscono che la malatia è andata avanti quindi,interrompere trattamento per iniziare chiemioterapia al cisplatino oppure carboplatino.E’ correttto? non sono pochi quattro trattamenti per decidere di cambiare?

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