Ultrasuoni e nanoparticelle elettriche per “friggere” il cancro

Un team italiano propone un approccio alternativo per combattere i tipi più ostici di tumore: utilizzare nanoparticelle che, se bombardate con ultrasuoni, producono segnali elettrici per friggere le cellule cancerose, potenziando gli effetti della chemioterapia

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CancroFriggiamolo con l’elettricità. Un’idea che un team tutto italiano sta rielaborando in chiave nanoscopica per sviluppare un approccio preciso e mirato contro le cellule del tumore. L’equipe, guidata da Gianni Ciofani dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), ha utilizzato nanoparticelle biocompatibili piezoelettriche che si legano solo alle cellule cancerose e, quando bombardate con ultrasuoni (come quelli di una ecografia), generano una corrente elettrica a bassa intensità in grado di alterare l’equilibrio elettrochimico delle cellule, rallentandone la proliferazione. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Colloid and Interface Science.

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