HomeAmbienteUn decreto riapre il petrolchimico di Gela

Un decreto riapre il petrolchimico di Gela

“Anni di condotta illegale rischiano di essere cancellati in pochi giorni”. In questo modo, Legambiente commenta la decisione del governo Berlusconi di autorizzare la ripresa delle attività della centrale termoelettrica dell’Agip a Gela (Sicilia). Il consiglio dei Ministri ha infatti varato un decreto legge – il Decreto Matteoli, dal nome del ministro dell’Ambiente – che classifica come ‘combustibile’ il pet coke, un residuato del petrolio, togliendolo così dalla lista dei prodotti di scarto della lavorazione del petrolio. Questa manovra consente di aggirare la legge Ronchi sulla tutela ambientale, per il quale rappresentava un ‘rifiuto tossico altamente dannoso’. Ed è stata proprio questa la ragione che ha portato alla chiusura dello stabilimento, in cui lavorano 3000 operai. Pecoraro Scanio, portavoce dei Verdi, così commenta la decisione: “E’ una truffa. Invece di stanziare fondi per salvaguardare salute e occupazione, il governo ha preferito legalizzare l’inquinamento e le malattie”. Nemmeno l’Unione Europea consente l’uso del pet coke, sostengono gli ambientalisti, sia perché contiene sostanze cancerogene sia perché contrasta la libera concorrenza. E con questo decreto l’Italia potrebbe diventare una ‘pattumiera’ per gli scarti degli altri paesi. Il Wwf chiederà quindi alla Commissione Europea di avviare con urgenza una procedura d’infrazione contro l’Italia. (a.ca.)

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