Nell’era dell’intelligenza artificiale cos’è che definiamo vita?

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Come definiamo la vita nell’era dell’intelligenza artificiale? E’ sempre molto interessante, per un biologo “all’antica”, vedere come nel tempo siano cambiate le tradizionali definizioni di vivente, quelle studiate sui sussidiari di tempi passati che distinguevano il vivente dal non-vivente perché il primo “nasce, cresce, si riproduce e muore”. Oggi la definizione che Max Tegmark dà della vita è semplicemente quella di “un processo che può mantenere la propria complessità e replicarsi”. La vita 3.0 che si sviluppa nell’era dell’intelligenza artificiale, autonomamente, “progetta il proprio hardware e il proprio software” e non è più legata alla materia organica che costituisce il corpo di quelli che abitualmente chiamiamo viventi.

Macchine intelligenti ed extraterrestri

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Max Tegmark Vita 3.0 – Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale Raffaello Cortina Editore, pp 452 – € 29,00

Max Tegmark, fisico del Massachusetts Institute of Technology di Boston e presidente del Future of Life Institute, si propone di non limitare le idee sulla vita e sul suo futuro alle specie (composte da cellule) che oggi conosciamo. Se avremo presto a che fare sia con future macchine intelligenti sia con possibili esseri provenienti da civiltà extraterrestri, dovremo sapere come trattarli e dovremo sviluppare delle definizioni precise che li comprendano o li escludano dal sistema dei viventi anche prima che queste evenienze si realizzino concretamente.

In questa prospettiva la vita deve essere pensata in modo totalmente nuovo, considerando, per esempio, se è capace di replicarsi non in quanto materia fatta di atomi ma in quanto informazioni fatte di bit, le quali specificano come sono configurati gli atomi. Anche quando si duplica il DNA, del resto, non si generano nuovi atomi, ma quelli esistenti vengono disposti nella stessa configurazione del modello originale: si copia l’informazione. E se la vita fino ad ora è stata modellata dall’evoluzione biologica (vita 1), nei tempi futuri si può prevedere che verrà modellata dall’evoluzione culturale (vita 2) e poi dall’evoluzione tecnologica (vita 3), dotata di una intelligenza… completamente artificiale.

Cosa è l’intelligenza

L’interesse del libro nasce dal contrapporsi di idee, risultati e ricerche di scienziati che hanno opinioni assai contrastanti e che immaginano il futuro della vita in maniere assai diverse. Per cominciare almeno a capirsi è importante concordare un dizionario che stabilisca il significato di termini controversi. Così si definisce l’intelligenza come “capacità di realizzare fini complessi” , specificando poi le caratteristiche dell’intelligenza umana, dell’intelligenza artificiale (IA), dell’intelligenza ristretta, generale o universale, amichevole o forte (IAG) o della superintelligenza.

Altro punto importante è saper distinguere i miti, cioè le opinioni non giustificate, dai fatti, documentati da risultati di ricerche o illustrati da semplici esempi che fanno riflettere sull’interpretazione del mito stesso. Per esempio è mito l’affermazione che le macchine non possano avere obiettivi ed è un fatto che i missili a ricerca di calore hanno un obiettivo. Guardando ad un futuro prossimo, sembra evidente che le macchine dotate di IA potranno sostituire molta mano d’opera umana e, probabilmente, saranno capaci di stupirci con loro nuove insospettate capacità.

Se le macchine si ribellano

Tegmark ci propone scenari contraddittori e suggestivi e, senza prendere posizioni decise, propone al lettore modi di guardare alternativi, stimolandolo a cercare le conseguenze delle varie ipotesi suggerite. Le reti neurali, ad esempio, sono potenti substrati per l’apprendimento, possono auto migliorarsi sviluppando nuove potenzialità, hanno memoria e possono riconfigurarsi in modi sempre più evoluti, se esposte a grandissime quantità di dati.

Cambiando le abituali prospettive sulle caratteristiche che siamo abituati a considerare tipicamente umane, emergono domande sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, sulla possibilità che sistemi intelligenti realizzino dei loro fini, sulla possibilità che abbiano una coscienza. E in questo caso, strumentalizzate da noi, le macchine intelligenti (più intelligenti di noi) ci ubbidirebbero? Gli esempi sono suggestivi: è come se noi fossimo vincolati ad ubbidire agli ordini di bambini di tre anni. Si ribellerebbero come noi – forse – ci ribelleremmo? Prenderebbero il potere? Come ci tratterebbero?

Vantaggi dell’intelligenza artificiale

Le moderne leggi della fisica insegnano come ogni cosa, noi compresi, sia soltanto materia ed energia in movimento. Come è possibile, allora, che semplici particelle in movimento vincolate da leggi, possano avere dei fini, essere coscienti, esibire un comportamento intelligente, costruire memoria o computare? Guardandole nella loro struttura fondamentale, che cosa hanno di diverso le macchine da noi? Per esempio le intelligenze artificiali imparano molto rapidamente, sono capaci di intuizioni, di creatività, di elaborare strategie, e le loro prestazioni sono in molti campi superiori a quelle degli umani. Deep Mind è capace di prestazioni che alcuni definiscono affascinanti, altri inquietanti. Le IA sanno già tradurre una lingua in decine di altre lingue e rispondere alle mail in modi sensati; ancora non sanno capire il significato di quello che scrivono, ma non è certo questo un obiettivo irrealizzabile.

Il rapido sviluppo tecnologico sta diventando presente in quasi tutti gli aspetti della nostra vita e molti sono i settori in cui potrebbe offrire soluzioni più corrette e più efficaci di quelle proposte dagli umani per affrontare i loro problemi. Per esempio IA specifiche o generali potrebbero aiutarci ad aggiornare i nostri sistemi giuridici rendendoli più giusti ed efficienti, stanno già facendo passi velocissimi nella diagnosi e nelle indicazioni terapeutiche per moltissime malattie, hanno studiato e messo a punto sistemi ed armi intelligenti capaci – almeno teoricamente – di evitare stragi di innocenti.

Rischi

Finanza, energia, trasporti… non c’è settore della nostra vita in cui la tecnologia non stia intervenendo. A questi vantaggi corrispondono prevedibili situazioni di rischio, che Tegmark affronta con altrettanta lucidità. Il rischio maggiore è quello che l’intelligenza artificiale riesca a sfuggire al controllo umano, si ribelli e impari a comandare, trattando gli umani come schiavi, o come esseri incapaci, lenti di comprendonio e senza diritti…. Oppure, che per qualche sua ragione si dedichi all’omnicidio, costruendo “ordigni fine del mondo”, come un nuovo Dottor Stranamore.

La superintelligenza

Negli ultimi capitoli si delineano scenari in cui una Superintelligenza si espande nello spazio delle possibili configurazioni di un multi verso, e nel tempo, tra un milione di anni ed oltre. Restano comunque problemi assai difficili da risolvere a proposito delle intelligenze create artificialmente messe a confronto con gli umani: perché certi “grumi di materia” sono coscienti ed altri no? Quali proprietà fisiche li caratterizzano? E allora come sapere se le intelligenze create sono coscienti o no? Cosa significa “crudeltà” per una IA?

Dalle possibili risposte a queste domande possono svilupparsi tentativi di costruire intelligenze artificiali benefiche, che possano proporre e sviluppare un futuro migliore per l’umanità. Nei congressi di Portorico del 2015 e di Asilomar del 2017 Tegmark ha invitato i più importanti cervelli impegnati in ricerche sulla IA, con lo scopo di unire le forze per pianificare il futuro e produrre una IA benefica, lavorando in sintonia con il Future of Life Institute di cui è presidente. L’obiettivo, presente in modo più o meno esplicito anche in tutto il libro, è quello di trovare scopi condivisi: se ci si impegna a realizzare il tipo di futuro che si vuole si può evitare che si verifichi quello che si teme.

Ciò significa lavorare per prevenire possibili danni: educare i giovani a rendere la tecnologia solida e benefica prima di cederle grandi poteri, modernizzare le leggi prima che la tecnologia le renda obsolete, creare una economia che garantisca prosperità per tutti prima che l’IA aumenti le disuguaglianze. Per creare una società umana più armoniosa e migliorare il futuro della vita, conclude Tegmark, bisogna scegliere continuamente le azioni che si vogliono fare e diventare padroni delle tecnologie prima che queste si impadroniscano di noi. Il nostro futuro non è scritto nella pietra, ma sta a noi crearlo.

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2 Commenti

  1. “Un processo che può mantenere la propria complessità e replicarsi” resterà sempre una prerogativa della biologia “classica”, a meno che le macchine non riescano a sfuggire al controllo dell’uomo
    -con delle conseguenze difficilmente prevedibili -, comunque queste macchine non potranno mai chiamarsi esseri viventi, ma in qualche altro modo; la “vita “ può essere creata solo da materiale biologico.Lo stesso discorso può andare bene per il concetto di intelligenza, specialmente se riferita a quella umana.
    Il discorso comincia a complicarsi quando si tenta di definire il concetto di coscienza,perché questa può avere solo basi uniche, “standard”. La coscienza è fondata su un grandissimo numero di “grumi di materia” – le cellule sensoriali di un organismo- indipendenti funzionalmente ma nello stesso tempo interconnessi,e può avere più livelli di intensità dovuti a due precise condizioni; la prima è legata alla quantità di basi -grumi di materia- possedute dall‘organismo, la seconda al loro livello di complessità organizzativa.Per ora quest’ultima rimane una prerogativa della materia biologica, essendo questa composta da “grumi di materia auto-organizzati ” avanti ancora anni luce agli attuali “grumi di materia” che costituiscono le varie forme di AI;comunque per il futuro non è da escludere l’assemblaggio di un “mostro”-con limitate sembianze umane- dotato di vita non biologica,intelligenza superiore, e di una coscienza umana. Questo possibile futuro “mostro” si differenzierà da un essere umano solo per il fatto che sarà necessario dargli anche le basi di una coscienza emotiva, dato che solo “grumi di materia” guidati e organizzati dal DNA sono in grado di assemblare un sistema nervoso capace di creare una coscienza autonoma -unica- per ogni organismo; cioè una coscienza umana.
    Tornando al concetto di vita biologica e alle sue basi, queste dovrebbero essere molto più semplici di come vengono percepite, e fondate su tre elementi principali: idrogeno, ossigeno, e carbonio; quest’ultimo con la sua precisa simmetria spaziale energetica tetraedrica è in grado di manipolare la “energia-frequenza” del primo livello di ionizzazione dell’idrogeno e dell‘ossigeno – che,non per pura coincidenza sono uguali- contemporaneamente all’energia del secondo livello di ionizzazione di quest’ultimo. L’ossigeno potrebbe comportarsi come un accumulatore di energia -libera ?- che si carica e scarica, mentre la molecola dell’acqua solo ed esclusivamente all’interno della membrana plasmatica- isolante energetico perfetto, e insuperabile da parte di molecole idrofile con elevata energia-frequenza-, potrebbe originare una gamma di livelli energetici in grado di guidare il funzionamento di tutta la cellula.

  2. Rettifico l’ultima parte del commento precedente dove sono stato poco chiaro.

    “Tornando al concetto di vita biologica e alle sue basi, queste dovrebbero essere molto più semplici di come vengono percepite, e fondate su tre elementi principali: idrogeno, ossigeno, e carbonio; quest’ultimo con la sua precisa simmetria spaziale energetica tetraedrica è in grado di immagazzinare stabilmente la “energia-frequenza” del primo livello di ionizzazione dell’idrogeno e dell‘ossigeno – che,non per pura coincidenza sono uguali- contemporaneamente all’energia del secondo livello di ionizzazione di quest’ultimo. L’ossigeno potrebbe comportarsi come un accumulatore temporaneo, e come un manipolatore, di energia -libera ?- che si carica e scarica, mentre la molecola dell’acqua solo ed esclusivamente all’interno della membrana plasmatica- isolante energetico perfetto, e insuperabile da parte di molecole idrofile con elevata energia-frequenza-, potrebbe originare una gamma di livelli energetici in grado di guidare il funzionamento di tutta la cellula.”

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