L’impressione di essere osservati, persino da un robot, aumenta la propensione ai comportamenti altruistici. È quanto sostiene uno studio pubblicato su Human Nature, condotto da Terry Burnham e Brian Hare all’Università di Harvard, che hanno coinvolto 96 soggetti in un gioco di simulazione, in cui dovevano decidere se donare o meno a un fondo comune del denaro a loro disposizione. Scegliere la donazione portava, alla fine del gioco, un guadagno rispetto alla somma iniziale, ma solo se anche gli altri facevano la stessa scelta. Metà dei soggetti facevano le loro scelte davanti a uno schermo di computer, l’altra metà dovevano guardare una foto di un robot antropomorfo di nome Kismet. Ebbene, quelli “osservati” dagli occhi del robot hanno donato il 30 per cento in più degli altri. Secondo i responsabili dello studio, questo chiarisce alcuni meccanismi dell’altruismo, che è sempre stato un rebus dal punto di vista evolutivo per gli psicologi. L’impressione di essere osservati , anche inconscia come in questo caso (i soggetti sapevano di avere di fronte solo la foto di un robot, ma a un livello elementare alcune parti del cervello potrebbero non distinguere tra occhi falsi e occhi veri ed essere attivate lo stesso), porta cioè a essere più altruisti. Perché farsi vedere altruisti potrebbe aumentare le chance di essere ricambiati e ricevere doni e favori in futuro. Alla base dell’altruismo, insomma, ci sarebbero calcolo ed egoismo mascherato. (n.n.)





