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Aringhe scostumate

Una sorta di “pernacchia” acquatica potrebbe essere uno strumento comunicativo utilizzato dalle aringhe. L’ipotesi è stata avanzata da un team di biologi dell’Università di Vancouver, Canada, guidato da Ben Wilson che ha pubblicato lo studio su Biology Letters. Normalmente i pesci comunicano attraverso sottili brusii, provocati dal movimento oscillatorio della vescica natatoria, una sorta di bolla d’aria collocata nell’addome. Inizialmente gli scienziati hanno collegato i suoni prodotti dall’aringa a questa vescica. Successivamente si sono accorti della contemporanea fuoriuscita di un flusso di bolle proveniente dall’ano del pesce e la produzione del suono. Wilson e colleghi hanno scartato l’ipotesi di un legame con il processo di digestione o con una condizione di pericolo a seguito di alcune osservazioni. Per prima cosa l’aringa produce questi rumori solo di notte, probabilmente per segnalare la propria posizione agli altri membri del branco. In secondo luogo, il numero di suoni aumenta quando le aringhe vengono messe insieme dentro vasche. Infine i biologi sanno che praticamente solo le aringhe sono in grado di udire questi suoni, cosa che permetterebbe di comunicare senza segnalare ai predatori la loro presenza. (s.co.)

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