Manuela Giovannetti (a cura di)
Ai confini tra scienza e filosofia. La visione del mondo della natura in Darwin e Vernadskij
Edizioni Plus – Pisa University Press
pp.81, euro 10
Il volume raccoglie gli atti di un convegno che si è tenuto a Pisa nell’aprile del 2002, con cinque interventi di filosofi della scienza e scienziati che hanno riflettuto su due autori molto importanti per la storia e la filosofia della scienza odierne. Il primo è il notissimo Charles Darwin, la cui eredità intellettuale – a più di un secolo e mezzo di distanza dalla pubblicazione dell’”Origine delle Specie” – è ancora molto lontana dall’estinzione. L’altro è Vladimir Ivanovic Vernadskij, poliedrico scienziato russo attivo a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, poco conosciuto ma autore tra i più originali “che ha contribuito in maniera decisiva a porre le basi di un intero indirizzo di indagine, quello che guarda con particolare interesse alla intricatissima rete di interrelazioni che collegano tutte le realtà della vita con tutte le realtà dell’ambiente”. A Vernadskij è dedicato l’ultimo saggio – il più lungo della cinquina – scritto da Silvano Tagliagambe, che analizza i rapporti tra scienza e filosofia nelle riflessioni che lo scienziato russo ha sviluppato nel corso di una carriera scientifica molto ricca di spunti interessanti. In particolare, a Vernadskij va ascritto il merito di aver posto l’attenzione alle relazioni, utilizzando sempre schemi di pensiero innovativi che l’hanno portato a elaborare i concetti di “geosfere”, “biosfera” e “noosfera”, rispettivamente gli ambienti in cui si muovono gli elementi chimici, gli organismi viventi e l’umanità. Non si tratta ovviamente di sistemi separati, ma tutti e tre retroagiscono sugli altri, in un triangolo di interdipendenze in continua evoluzione dinamica. Il tema sta conoscendo ora sviluppi nuovi – si pensi agli studi sui sistemi complessi – che hanno anche un forte impatto sulla nostra percezione della natura e sull’epistemologia. L’interrelazione presente tra essere umano e ambiente e le dinamiche ambientali sono argomenti presenti anche nei due saggi di Barbara Continenza e Elena Gagliasso: il primo dedicato all’economia della natura come fu concettualizzata da Darwin, il secondo che invece parla dell’‘ecologo nascosto’, cioè di come il naturalista inglese abbia affrontato a suo modo le tematiche ecologiche. Le due letture restituiscono quindi un’originale dimensione del pensiero darwiniano, che letteralmente ha stravolto la storia naturale preesistente, anche grazie a un nuovo modo di ragionare sulle relazioni tra organismi e ambiente.Completano il volume l’introduzione della curatrice Manuela Giovannetti, e il saggio di Lorenzo Calabi. Giovannetti, microbiologa, individua nei “cicli di materia e energia” un fil rouge che lega Darwin a Vernadskij, mentre Calabi ha incrociato Darwin con la filosofia politica del tedesco Jurgen Habermas, mettendo al centro della riflessione il ruolo dell’individuo e il suo rapporto etico con la società.Il volume è breve ma comunque molto ricco di stimoli, rintracciando radici storiche di temi che sono al centro dell’interesse scientifico contemporaneo e allo stesso tempo individua temi di riflessione filosofica e epistemologica la cui portata è ancora in gran parte da esplorare.





