Aspettando la prima immagine del buco nero: qui la diretta

Oggi alle 15:00 l'annuncio dei primi risultati del progetto Even Horizon Telescope. Ecco come seguire in diretta l'annuncio sulla prima immagine di un buco nero

nascita di un buco nero foto buco nero
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Mancano ormai poche ore a quello che potremmo ricordare come il momento in cui abbiamo visto per la prima volta l’immagine di un buco nero. Oggi alle 15:00, infatti, verranno svelati i primi risultati del progetto Event Horizon Telescope [la diretta nel video in fondo alla pagina]. E’ il frutto di una collaborazione internazionale – cui l’Italia partecipa tramite l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l’Istituto di fisica nucleare (Infn) – che grazie a una rete di radiotelescopi sparsi in tutto il mondo mira ad acquisire la prima immagine di un buco nero, combinando insieme i dati captati dalle diverse antenne. Meglio: l‘orizzonte degli eventi di uno dei buchi neri più vicini alla Terra. Infatti, come ricordano gli ideatori del progetto, se il buco nero di per sé non emette luce qualcosa di visibile accade nei sui dintorni: il gas emette radiazioni, e osservandole è possibile avere un’idea dell’immensa gravità e della struttura di un buco nero. Un’attesa lunga almeno 5 anni.

Quella che si vede qui sotto la mappa navigabile dei telescopi che partecipano al progetto (in verde gli attuali, in viola i futuri e in blu quelli storici).

La prima immagine del buco nero, come seguire live l’annuncio

Galileo seguirà gli aggiornamenti nel corso della giornata, spiegando i risvolti e le implicazioni della scoperta. Online sono diverse le risorse messe a disposizione per seguire live gli eventi: Twitter @ehtelescope#EHTblackhole, Facebook (@ehtelescope) e Youtube.  Ma anche i canali dell’European Southern Observatory trasmetteranno in diretta i risultati, sul sito dell’ESO, su Facebook (@ESOAstronomy). Anche la Commissione europea presenterà i risultati live su YouTube (sotto il video della diretta, attivo dalle 15:00), per quella che si presenta come una scoperta breakthrough per tutta l’astronomia.


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